Io diessino, spero di votare e questa volta voto a destra

(...) un semplice voto ad una mozione, in un voto di fiducia. Era ed è giusto che un governo, il «mio» governo si dimetta, che se ne vada a casa, che non vi siano re-incarichi, che non vi siano rimpasti. Dopo 5 anni di critiche, dopo una campagna elettorale della quale ricordiamo le uscite spettacolari (nel senso di «show») del Cavaliere, eravamo davvero convinti (si dice, l’importante è esserlo…) di poter cambiare rotta. Niente. La parola più frequente tra noi elettori del Professore, era ed è «delusione». Delusione per la Finanziaria, delusione per poca visibilità, coerenza, sincerità e imparzialità. Delusione per la distanza dalla gente, delusione per gli indulti, per la pressione fiscale.
Basta. Non abbiano la faccia di riproporsi alla Camera, non abbiano il coraggio di far finta di niente alle trasmissioni televisive! Il fatto che per una stolta legge elettorale, al Senato, il divario sia stato così risicato, non può nascondere e non può essere d’alibi alle divisioni di un «Unione» che lo è solo esclusivamente di nome. La crisi, per conto mio, era già nelle liste elettorali e nelle alleanze non «pro» Prodi, ma solo «contro» il Cavaliere.
Basta. Fine. Andiamo a votare, forse, spero. Gli sarà di lezione.