«Io diffamato su quella norma porcheria»

Riceviamo e pubblichiamo:
Francesco Rutelli ha dato mandato ai suoi legali di intraprendere una azione civile con richiesta di risarcimento di danno per 5 milioni di euro nei confronti del quotidiano Il Giornale, del suo direttore responsabile e del suo editore.
L’articolo pubblicato oggi con grande evidenza in prima pagina e in una intera pagina de «Il Giornale» sostanzia, infatti, una gravissima diffamazione nei confronti di Francesco Rutelli additato per la norma concernente la depenalizzazione dei reati contabili.
Il fatto è reso ancora più grave poiché Rutelli, allo spargersi dei primi «veleni» su questa vicenda, aveva emesso un comunicato il 15 dicembre nel quale diffidava dall’associare il suo nome a una norma che il Presidente della Margherita e Vicepremier ha definito «una porcheria».
Giova ribadire:
1) che Rutelli non è mai stato neppure informato da chicchessia, né alla Camera, né al Senato, che tra le migliaia di emendamenti presentati in occasione della Legge Finanziaria vi fosse quello in questione;
2) Rutelli è intervenuto immediatamente e pubblicamente, appena appreso della presentazione dell’emendamento, per chiederne la soppressione;
3) l’unico atto compiuto in materia da Rutelli è stata la partecipazione al Consiglio dei ministri che ha soppresso questa norma;
4) che oltretutto il contenzioso tra Rutelli e la Corte dei conti, chiamato impropriamente in causa dalla stampa, è già concluso da anni e non potrebbe certo essere rimesso in questione da una norma approvata dal Parlamento.
La gravità della persistente diffamazione su una vicenda su cui altissima è la sensibilità dell’opinione pubblica dovrà portare «Il Giornale» a rispondere nel modo più severo della propria condotta irresponsabile.
Il presente comunicato vale come ulteriore diffida ad associare in qualunque sede il nome di Francesco Rutelli a questa vicenda.
Si chiede la pubblicazione di questa nota ai sensi della legge sulla stampa.