«Io, donna-vampiro bisognosa d’amore»

«In Basic Instinct II il mio personaggio è più capace di colpire i lati oscuri degli uomini, ma anche più disperato»

Michele Anselmi

da Roma

Sharon Stone «ai confini del porno»? Sciocchezze. Vedi Basic Instinct 2 e ti chiedi se l'atteso seguito del thriller erotico con birichino accavallamento di gambe senza mutande valga tanto clamore. Magari sì. Per essere bella, è bella: a 48 anni compiuti, con gli zigomi ben ritoccati e due tette rinvigorite, l'attrice ha rispolverato il suo personaggio più fortunato, la scrittrice rischio-dipendente Catherine Tramell, tutta sesso & violenza, nella speranza di fare centro al box-office. Pur conservando lo status di diva, più di altre colleghe, è da parecchio che non azzecca un film. Chi la ricorda nel remake di Gloria o in Lo specialista? Così ha preferito accettare comparsate di lusso in piccoli film d'autore, tipo Broken Flowers di Jarmusch, preparandosi alla grande rentrée. Il sequel di Basic Instinct esce a fine marzo, e può darsi che faccia davvero il botto. L'attesa è durata quattordici anni, in molti saranno curiosi di sapere dov'è andata a far danni la diabolica Catherine, dark lady piuttosto viziosa che sentenzia: «Ci sono uomini che vanno pazzi per le bionde e uomini che vanno pazzi per le assassine». Essendo lei entrambe le cose...
Volata a Roma da Londra, dove ha presenziato all'anteprima mondiale del film diretto da Michael Caton-Jones, la Stone è apparsa ieri a centinaia di giornalisti in tutto il suo fulgore. Capelli pettinati all'indietro, vagamente alla Santanché, abito mini attillato, tacchi alti e sontuosi pendenti. Un'icona sexy? Diciamo di sì. Nel film, ambientato in una Londra upper class, postmoderna, molto in fregola, lei manda letteralmente ai pazzi un controllato psicoanalista che l'ha presa in cura. Come si fa a resisterle? Sigaretta accesa, completini nude look sotto cappotti di pelle nera o spolverini bianchi, la ragazza briga, allude, soprattutto seduce, qualche volta gode. Dove passa lei ci scappa il morto. Ma sarà davvero assassina?
Non date retta al trailer che passa al cinema. La famosa scena a tre, con bacio saffico e capezzoli al vento, non c'è nel film. Tagliata. In compenso la Stone, sguardo più fosco di quando dava filo da torcere a Michael Douglas col mitico punteruolo da ghiaccio, mostra volentieri il seno, si fa cavalcare da un bruto nel corso di un'orgia spiata da un lucernaio e compie qualche acrobazia a letto con lo strizzarcervelli «strizzato». Ma insomma. Se vi aspettate sesso bollente, è probabile che resterete delusi. E sì che lei ha imposto il ripristino di una serie di scene «calde» espunte al montaggio per non incorrere in penalizzanti divieti. Anche così, però, la temperatura erotica resta blanda. Sarà perché, pur perversa e manovratrice, nonché doppiata con voce ammiccante da Cristiana Lionello, Catherine Tramell sembra comunque un ripescaggio tardivo.
Ma guai a dirglielo. Spiritosa nel rapporto con i giornalisti (a Enrico Magrelli che parla del personaggio come di una vecchia compagna di scuola, lei replica: «Dove sei andato a scuola?»), la Stone sorride sui cazzotti che rifilò a Schwarzenegger in una scena di Total Recall. «Oggi mi metterebbero dentro», celia. Poi spiega di aver preso molto sul serio il nuovo cimento. «È stato bello rincontrare Catherine. Col tempo si cambia. E invecchiando si diventa più veloci nel fare alcune cose e più lenti nel farne altre. Catherine investe molto sull'osservazione, obbliga gli uomini che incrocia a rivelare i propri lati oscuri. Dopodiché non ha nessuna pietà per loro. La vedo come un vampiro». E ancora. «Rispetto al primo episodio, Catherine mi pare più acuta, distaccata, capace di percepire. Forse ancora più disperata e bisognosa d'amore».
Bisognosa d'amore? Ipotesi da prendere in considerazione. Del resto, tornata Sharon, la Stone parla volentieri della saggezza acquisita, superando malattie gravi e sconfitte sentimentali. «Sono cambiate molte cose in questi quattordici anni. Quando guardo Basic Instinct mi sembra di vedere mia figlia. È grazie a quel film che ho capito di essere carina, di poter piacere agli uomini. Oggi mi rifaccio il letto da sola, ma non sempre, ho due bambini favolosi, mi sento più calma, più brava a recitare». Poi c'è l'impegno sociale: contro l'intolleranza religiosa, per il dialogo tra israeliani e palestinesi, per la ricerca sull'Aids. «Ma lo sapete che muore di Aids una persona al minuto? Da quando siamo qui, sono già morte 45 persone. Terribile». Poco prima, citando Lennon, aveva filosofeggiato: «La vita è quanto ci capita mentre siamo in cammino verso ciò che pensiamo di dover diventare». Accidenti.