IO E IL BURIDDA

Egregio Dr. Lusanna, mi sorprende leggere stralci di una mia lattera pubblicata da Il Secolo XIX e vedere che intorno a queste mie parole tagliuzzate e reincollate secondo un ordine del tutto arbitrario, Lei argomenta riflessioni assolutamente legittime che però nulla hanno a che fare con quanto da me scritto.
Nell'invitarLa ad una maggior serietà professionale, mi scusi la franchezza per onore della verità, sono a sua disposizione per inoltrarLe il testo integrale della lettera in modo tale che i lettori del suo quotidiano possano essere correttamente informati in merito al mio pensiero che Lei ha così astutamente interpretato e stravolto.
Mi fa piacere comunicarLe che per fortuna sono apprezzato per quanto faccio e penso e con coraggio esprimo pubblicamente; ho ricevuto tanti segnali di condivisione di quanto ho scritto, anche da residenti della zona di via Bertani e viale Bottaro con i quali ho condiviso anni di fatica e sforzi per contenere l'«effetto buridda» avendo molto ben chiari i principi inviolabili del diritto e l'esigenza di realizzare in altro luogo un bel «centro per la creatività giovanile», che potesse rispondere al bisogno dei giovani di sperimentare forme di autogestione e produzione culturale. Sottolineo che il suo «giuramento» riportato nell'articolo di oggi (sgomberare i centri sociali occupati significa non pensare ai bambini) non trova alcun fondamento nelle mie parole. L'educazione alla legalità, così come alla verità e all'onesta, è un elemento fondamentale per costruire il futuro dei bambini. Forse, impegnato nel ricercare pretesti per accendere la polemica, si è dimenticato che nella mia lettera affermavo che chiudere campetti sportivi, smantellare giardini, rimuovere panchine,...«significa non costruire alcuna prospettiva di sviluppo della comunità».
Ben vengano azioni dimostrative? Certo, anche come l'esperienza di avere un Municipio nuovamente in mano al Presidente Siri e alla sua maggiornanza di centro destra.
*Ex presidente Circoscrizione
Centro Est (Unione)