Io e il mio DOPPIO opere d’arte per un giorno

Due, tre, anche quattro o più gemelli: i parti multipli aumentano a causa delle tecniche di fecondazione assistita, fino a far parlare di una vera «epidemia» di gemelli. E non tutte le mamme da laboratorio vogliono una squadra di figli. Ma ora con una tecnica «mirata» di fecondazione in vitro si può ridurre drasticamente il numero di parti plurigemellari. La notizia arriva dal Guy’s and St Thomas Hospital, dove è stato messo a punto uno studio pubblicato sulla rivista Bjog. La tecnica tradizionale inserisce più embrioni nell’utero per aumentare le possibilità di sopravvivenza di almeno un feto. Con il risultato, però, che spesso si verificano nascite doppie o triple, che possono mettere a rischio la vita della madre e dei figli. I ricercatori londinesi hanno messo a punto una tecnica diversa, che a loro dire non abbassa le possibilità di avere un figlio, anzi le aumenta: impiegando blastocisti - un uovo fecondato che ha cinque giorni di vita, e che ha già cominciato a svilupparsi - invece degli embrioni più giovani, di due o tre giorni, i ricercatori riescono a identificare quelli con le migliori possibilità di essere impiantati in utero. Lo scienziato Yakoub Khalaf smentisce «il mito secondo cui il trasferimento di un singolo embrione abbassa il tasso di successo della gravidanza».