"Io e Monica? In fuga su un’isola"

L'attore francese marito della Bellucci vorrebbe scappare in Martinica ma stasera è a Sanremo: "Non conoscevo Bonolis, poi l'ho visto su Youtube e ho pensato che potevo andarci anch'io..."

Roma - Di’ che ti manda Monica. Più raccomandato di così non poteva essere Vincent Cassel, che sarà pure un bravo attore e un figlio d’arte (per parte del padre appena scomparso, Jean-Pierre), ma da noi è più noto come monsieur Bellucci. È lui, il muscolare parigino classe 1966, che nel 1999 ha accasato la nostra diva umbra, più grande di lui di qualche anno, dandole un tetto francese doc e una magnifica bambina, Deva. Del resto, quel volpone di Bonolis l’aveva detto: donne, rifatevi gli occhi a Sanremo, con un po’ di maschie superstar. E stasera, sul palco dell’Ariston, l’interprete e produttore promuoverà se stesso (per 100mila euro) al posto di «Belluccissima», troppo cara (chiedeva 350mila) per le saccocce Rai.

Con quella ghigna da pugile cinico su un corpo snello e forte, Cassel vive un momento magico. Il film di Jean-François Richet da lui interpretato, Nemico pubblico n.1 - L’istinto di morte (nelle sale dal 13 marzo, con Gérard Depardieu), in Francia corre per il César, visto che il ruolo del gangster-killer Jacques Mesrine gli calza come un guanto. «Nella vita vera sono molto calmo, molto dolce. E preferisco stare così», dice, guardandosi il pulloverino color tortora, in tinta con la chioma. Finito il tempo dei cazzotti ai paparazzi che inseguivano la coppia vip fin dentro casa, ecco un tranquillo marito e padre made in France. Al quale Monica, calma e gesso, ha insegnato a campare (e a prendere due piccioni con una fava).

Caro Vincent Cassel, stasera al Festival di Sanremo: conosceva Bonolis, o la nostra kermesse canora?

«Bonolis? L’ho visto su YouTube. E poi, quando m’hanno mostrato una cassetta con Will Smith, lui pure ospite, mi sono detto: eh, ma allora posso andarci anch’io! Non conoscevo Sanremo, no. La musica italiana, come quella francese, non è molto esportabile».

In «Nemico pubblico n.1» è il gangster francese Jacques Mesrine, «l’uomo dai mille volti», che operò in Francia, Canada e Spagna, guadagnandosi l’attenzione dei media negli anni Settanta. Si riconosce nel personaggio?

«Il nemico pubblico numero uno non sono io. Semmai, c’è Sarkozy, per questo... Ora che sono più vecchio, sono più calmo. Anche se la passione c’è sempre. In realtà, davanti al mio personaggio, lo spettatore non sa che pensare: è un figlio di puttana, o un martire? La cosa più difficile, stavolta, è stata ingrassare di venti chili, per girare la seconda parte di Nemico pubblico n.1 - L’ora della fuga» (dal 17 aprile, ndr).

Come ha fatto per prendere peso?
«Premesso che adoro mangiare, lo considero uno dei più grandi piaceri della vita... Però mangiare troppo è difficile, a parte che mi sono rovinato la salute, con troppo colesterolo. Ogni tre ore, un assistente veniva sul set, con un frullatone al cioccolato, o alla vaniglia, da 1.300 calorie. Ho lavorato nove mesi, quanto una gravidanza... Durante le riprese avevo paura di non riuscire a mantenere stabile il mio peso e salivo sulla bilancia con ansia. Quando lavoro, sono sotto stress e tendo a dimagrire. Ma se prendo il César, sarà magnifique!».

Il suo Mesrine, nonostante sia un assassino e un ladro, si mostra tenerissimo, come padre. Almeno in questo, le somiglia?

«Ma certo! Con Deva a volte mi sento timido. Adoro tenerla in braccio. Se occorre, le scelgo i vestitini e l’aiuto anche a indossarli. Però, adesso che ha cinque anni, si sente “grande” e s’impunta per fare da sé».

Ha diviso il set con Monica, apparendo con lei ne «Il patto dei lupi», o nello scandaloso «Irreversibile»: le piace girare film con sua moglie?
«Inizialmente, sì. Ma al momento seguiamo percorsi differenti e preferiamo non influenzarci: passiamo già molto tempo insieme, fuori dal set. Ci piace staccare, andare su una bella spiaggia, lontano da tutti, in un’isola della Martinica, magari. Quindi, meglio lavorare separati. A meno che non ci si presenti un copione, ritagliato su noi due».

Nel film intona romanticamente una canzone di Dalida, nella versione spagnola. Canterà «Tu és romantica» anche stasera?

«Ma se sono stonato! Comunque, a dire il vero, ancora non so che cosa mi chiederanno di fare. I contatti sono andati molto in fretta. Credo che mi toccherà improvvisare. Come si dice, in italiano? Arrangiare?».