Io, escluso illustre invito a votare per Forza Italia

Carlo Taormina *

Dicono che Forza Italia non sia un partito. I critici più generosi lo definiscono un partito di plastica. Non lo fanno solo gli avversari, ma anche i compagni di cordata, immemori della loro rinascita per esclusivo merito del nuovo movimento inventato da Berlusconi nel 1994. Non voglio commettere un atto di arroganza, ma credo, in questo momento, di poter incarnare, agli occhi della politica, l'immagine della saldezza, della concretezza e della essenzialità di Forza Italia nella moderna società della nostra Nazione. Dopo aver dedicato molta parte delle mie capacità e del mio entusiasmo ad una politica al servizio del cittadino negli anni più delicati e combattuti della storia della Repubblica, mi sono trovato, come è noto, escluso da tutte le liste di Camera e Senato di Forza Italia. Nemmeno per un momento ho pensato di abbandonare Forza Italia nonostante le molte provocazioni ed allettanti offerte perché, nello stesso istante in cui venivo penalizzato, il pensiero è stato quello di adoperarmi perché Forza Italia possa essere strutturata nella sua vita interna in modo che queste brutture non avvengano mai più. Il mio attuale interesse ora è quello di riaffermare con determinazione e con convinzione crescenti, l’orgoglio della mia appartenenza a Forza Italia.
Il movimento di Berlusconi non sarà mai, per scelta, un partito nel senso superato in cui lo ha inteso la nostra Costituzione. Il consenso per Forza Italia è esclusivamente d’opinione, senza che ciò significhi assenza di quadri, inefficienza delle dirigenze, distacco dal territorio, allo stesso modo in cui nessuno può pensare che questi strumenti di pratica della politica possano essere modellati da Forza Italia senza aver seppellito clientelismo, assistenzialismo, corruttela della vecchia politica. C’è una ragione di fondo, che spiega lo straordinario consenso che Forza Italia si è guadagnato nonché lo spirito di appartenenza che alberga in ciascun vero «forzista». Parlo dei valori che stanno a fondamento del movimento, i quali soltanto spiegano l’adesione della gente in difficoltà e delle fasce deboli della società, a fronte dell’idea che gli oppositori vorrebbero accreditarne l'immagine di forza politica di élite. Avere in tasca la tessera di Forza Italia non significa essere a favore di qualcuno e contro qualcun altro. Questo è il segreto di una formula, elementare quanto fondamentale, che sente come un vestito troppo stretto la qualificazione di partito.
L’orgoglio, lo spirito di appartenenza, le scelte fatte per gli ideali e non per i comportamenti degradati e degradanti degli uomini, impongono in questi momenti critici di rimanere al posto di combattimento. Forza Italia deve rimanere se stessa ma deve migliorare. Sullo scenario della politica c’è la grande sfida della costituzione dal Partito del Popolo Italiano, denominazione che meglio non potrebbe esprimere la universalità del movimento. Bisogna fare in modo che il nuovo «partito» altro non sia che una generalizzazione di ciò che oggi rappresenta Forza Italia e per ottenere questo risultato bisogna fare ancora più grande il nostro movimento, ma, al tempo stesso è necessario pensare ad un tasso altissimo di democrazia interna capace di coniugarne la gestione con la vocazione presidenziale che ne ha costituito l'atto di nascita.
Ho detto qui quest'insieme di cose importanti perché tutti gli amici sappiano che andando a votare Forza Italia, conquisteranno più incisività dentro al nostro Movimento e potranno così contribuire al miglioramento della sua democrazia interna nel segno della volontà di Berlusconi. Ora dobbiamo battere Prodi con la sua sinistra sempre più preponderante, se non vogliamo fare come quella moglie cornuta che per punire il marito gli tagliò i coglioni.
* membro della segreteria di Forza Italia