«Io, giornalista epurato digiuno contro l’Unione»

Francesca Buonfiglioli

da Milano

A solo cinque mesi dal successo dell’Unione alle amministrative c’è già chi, nelle nuove Regioni rosse, comincia a sentire odore di «epurazioni» e di «rigurgito giacobino». Tanto da spingere gruppi di parlamentari della Cdl a chiedere addirittura l’intervento del premier. E un giornalista professionista a protestare con lo sciopero della fame. Dalla Calabria guidata da Agazio Loiero parte la denuncia di Mario Campanella, ex addetto stampa «precario» dell’azienda ospedaliera di Cosenza, «licenziato perché di centrodestra» a digiuno per protesta da mercoledì. E che già durante la campagna elettorale si era visto recapitare da parte di un esponente del centrosinistra l’augurio, in caso di vittoria di Loiero, di «vivere di elemosine, da clochard».
La profezia si è avverata e un gruppo di parlamentari di Forza Italia ha raccolto la denuncia di Campanella, portando il caso alla ribalta nazionale con un appello al coordinatore Sandro Bondi perché sulla vicenda si «apra una discussione. È un antipasto di ciò che accadrà se vincerà la sinistra», avvertono. Al caso, segnalato anche all’«avversario» Francesco Rutelli («dalla Calabria alla Liguria - scrivono i parlamentari di centrodestra al leader della Margherita - è tutto un fiorire di epurazioni inconcepibili»), all’Ordine nazionale dei giornalisti e alla Federazione nazionale della stampa, si è interessato il consigliere regionale Udc Michele Trematerra che richiederà l’istituzione di una commissione d’inchiesta. Dura l’accusa di Fausto Taverniti, portavoce dell’ex presidente della Regione Chiaravolloti e attuale capo ufficio stampa di palazzo Chigi. In una lettera scritta a Campanella, parla di «nera democrazia» e spiega: «Le responsabilità in questo caso appartengono sempre e tutte a uno stesso schieramento che oggi sta tentando la partita del “sasso in bocca” per dirigenti, funzionari e anche, evidentemente, giornalisti».
Se il governatore Loiero resta per ora ufficialmente in silenzio, «e questo mi sprona ad andare avanti» assicura Campanella, dal canto suo la Regione respinge le accuse: «A me dispiace per Campanella - ha risposto il portavoce del governatore Pantaleone Sergi - ma se ritiene il suo diritto di lavoro violato allora esistono delle sedi idonee per rivendicarlo».
Per l’interessato però non ci sono dubbi: «È stato un atto politico. Ho vinto un concorso a tempo determinato ma la delibera in mio favore non è mai stata protocollata. Il 9 agosto poi la giunta ha commissariato tutte le aziende sanitarie e ospedaliere». In una lettera aperta il giornalista ha informato il presidente del Consiglio Berlusconi del «brutto vento che tira»: «Sono militante fin da ragazzo del Msi ma ho svolto con onestà la mia professione senza mai inficiarla con il mio credo politico. Altri professionisti che subiscono nel silenzio discriminazioni in ragione di uno spoil system che non può essere applicato al lavoro». Il commissario straordinario dell’Asl, Mario Martina, invece ribadisce che «non c’è stato nessun licenziamento» per il solo motivo che non c’è mai stata assunzione.
Secondo Martina «l’azione del giornalista non può essere indirizzata all’azienda ospedaliera per conto della quale non può essere assunto e, a maggior ragione, non può essere indirizzata al presidente Loiero che mi aveva sollecitato un’attenzione positiva sulla questione. Ma non può certo fare pressioni per commettere un’illegalità».