«Io, guitto contro i reality show»

«Adoro il teatro: è artigianato, senza effetti speciali. Vorrei che il pubblico mi portasse con sé»

Alessandra Miccinesi

Un reality da magnifici saltimbanchi oppure un’«isola dei normali» in cui la gente ride per davvero? «Non sappiamo cantare e ballare alla perfezione, ma proveremo a farvi dimenticare chi siamo e chi siete. Del resto, siamo artigiani. Rubiamo il mestiere ai grandi guitti del passato che ci hanno insegnato la strada». Fedele agli ammaestramenti del capocomico Eduardo, Vincenzo Salemme da questa sera proverà a conciliare popolarità e mestiere debuttando al Sistina con una versione aggiornata di «La gente vuole rider... ancora». Ripresa di una commedia in due atti del ’93 ispirata al bistrattato mondo del reality show che l’artista napoletano porta in scena da alcune stagioni. «Premesso che non spetta a me criticare i reality, e che gli spettatori sono i padroni del telecomando, l’unico appunto che posso fare ai reality è che hanno spazzato via il teatro trombone e la paccottiglia televisiva. Sono prodotti finti, ma la vera furbata è aver fatto credere alla gente che è tutto vero».
Il canovaccio di «La gente vuole ridere... ancora» si sviluppa intorno alle vicende di un gruppo di attori rimasti chiusi in un teatro e ospiti di una contessa mezza matta la quale offre loro vitto e alloggio in cambio di una singolare messa in scena: la vita. «Quando ho scritto la commedia - mormora l’attore-regista che ha appena incorniciato l’ultima puntata di Famiglia Salemme su RaiUno - i reality non erano ancora spuntati nei palinsesti. Il mio unico intento era quello di manifestare il disagio di fronte al lento declino del teatro. Sentivo che il proscenio stava perdendo la sua funzione di dialogo vitale tra le persone, ma le mie intenzioni erano solo una provocazione».
Per il debutto nel tempio della commedia musicale italiana, Salemme e la sua storica compagnia formata da Maurizio Casagrande, Nando Paone, Stefano Sarcinelli, Teresa Del Vecchio, Bianca Maria Lelli, Rosa Mirando, Roberta Formilli, Domenico Aria e Giovanni Ribò, proporranno una versione musicale di «La gente vuole ridere». «L’aggiunta delle canzoni renderà lo show inedito. Non riesco più a pensare agli spettacoli come confezioni chiuse. Cerco emozioni più che racconti, sollecitazioni più che finzioni narrative», spiega Salemme che a marzo tornerà sul grande schermo accanto a Neri Marcoré nel film di Roberto Cimpanelli Baciami piccina, mentre dal 1° giugno dividerà con Massimo Boldi il set della nuova commedia di Natale per famiglie targata Medusa, scritta e diretta dai fratelli Vanzina. «Il mio chiodo fisso? Il teatro, dove non ci sono effetti speciali, ma è tutto artigianato. Andare a teatro è veramente fico, dico agli spettatori all’inizio della mia commedia, perciò vorrei che il pubblico uscendo dalla sala si portasse via parte di me, lasciandomi in cambio parte di sé. Un sogno estremo? Fare La gente vuole ridere per tutta la vita, riscriverlo ogni volta, aggiungere un nuovo personaggio, nuova musica. Illudermi di poter viaggiare all’infinito in un contenitore che cambia forma a seconda delle stagioni, del pubblico e della vita, che spesso ci rincorre e a volte resta indietro». Si replica fino al 12 marzo. Scene di Alessandro Chiti, movimenti coreografici di Gino Landi, e musiche firmate Antonio Boccia e Pino Perris.