«Io ho cinque bimbi, è la cosa più bella del mondo»

Età?
«Quarantuno».
Matrimoni?
«Uno, che domanda».
Da quanto dura?
«Quattordici anni».
Figli?
«Cinque. Da 13 a 5 anni». Tutto regular, anche se in dimensioni extra large. Come la macchina che, dopo gli ultimi arrivi, ha dovuto adeguare. Sette posti, ieri in viaggio andata e ritorno a Roma. Una famiglia d’altri tempi che non ha impedito a Stefano Carugo di diventare primario cardiologo al Trivulzio, per anni consigliere comunale e oggi candidato per Fi a Monza.
Dottor Carugo, ma chi gliel’ha fatto fare?
«La mia famiglia è la cosa più bella del mondo. Anche se c’è stato un periodo in cui ogni volta che mi telefonava mia moglie mi prendeva un colpo».
Il presidente Formigoni dice che oggi i veri poveri sono i genitori con tre o quattro figli.
«Con questi numeri si fa fatica ad arrivare a fine mese. Basta pensare a quanti sacrifici servano per farli andare tutti a scuola».
Perché in piazza?
«Contro questo governo e contro i Dico».
Allora è una manifestazione contro i Dico?
«L’unica famiglia che ci hanno insegnato i nostri genitori è quella fatta da un uomo e una donna che stanno insieme e generano figli. Oggi sento addirittura dire che anche due gay possono formarla. Inconcepibile».
L’impegno del governo sulle unioni civili sembra aver provocato una forte reazione contraria.
«Il centrosinistra ha gettato la maschera e confessato la sua politica contro la famiglia. Risvegliando l’orgoglio delle nostre tradizioni».
Sicuro che il governo sia contro la famiglia?
«L’ultima Finanziaria tassa di più già a partire da 20mila euro. E lo sa quali sono i contributi per i miei cinque figli? Neanche 250 euro all’anno. Non ci compro nemmeno tre paia di scarpe».
Ma in Lombardia governa da anni il centrodestra.
«E, infatti, ci sono i buoni scuola e altre iniziative per bambini e anziani».
Dovesse essere eletto a Monza?
«Subito la riduzione dell’Ici, delle tariffe e del costo dei servizi per i nuclei più numerosi. E rivedere i parametri Ise, quelli che stabiliscono l’accesso agli aiuti. Poche chiacchiere e politiche a favore di chi mette al mondo figli».
Per esempio?
«Detrazione delle spese. A partire da quelle scolastiche, di libri di testo. Bisogna rimettere più soldi in tasca ai genitori. Aiutarli».
Al governo cosa chiede?
«La tassazione in base al quoziente familiare. I redditi si sommano, ma poi si dividono per il numero dei componenti».
C’erano tanti politici in piazza.
«Facile farsi vedere. Peccato che poi quando vanno in Parlamento il bottone lo schiacciano come vogliono loro».