Ma io ho viaggiato sul Milano-Roma con un biglietto da meno di 3 euro

«Buongiorno, benvenuti a bordo del treno Eurostar Italia Alta velocità fast 9619. Tra pochi minuti il treno lascerà la stazione di Milano Centrale diretto a Roma Termini. Non effettueremo fermate intermedie». Mancano pochi minuti alle 14 quando il capotreno, senza lasciare trapelare la benché minima emozione, fa l’annuncio con l’altoparlante. Evviva l’Alta velocità. Esattamente come il nome di quella tariffa speciale di 2,59 euro pubblicizzata dalle Ferrovie un mese fa per inaugurare l’iniziativa e che sei riuscito ad accaparrarti. Un’iniziativa che consente di collegare Milano a Roma in sole 2 ore e 59 minuti a prezzi (anche se ovviamente non più a 2,59 euro) altamente competitivi. Evviva l’Alta velocità. Sebbene l’inizio sia stato un po’ accidentalmente travagliato. Tutta colpa del locomotore di quell’Espresso 823 per Agrigento andato in avaria tra Firenze e Roma che ha causato un ritardo di 68 minuti.
Sono le 14 in punto quando il Frecciarossa 9619 (il primo «non stop» ad impiegarci 2 ore e 59 minuti tra la Madonnina e il Colosseo) tirato a lucido parte da Milano Centrale. A bordo c’è pure Francesco, un bellissimo bimbo di soli 3 mesi e due occhi azzurri come il mare, con la sua mamma che decide di immortalare l’evento così che il piccolo Francesco, da grande, possa dire «C’ero anch’io».
Per la verità fino a Bologna nulla di nuovo: 1 ora e 5 minuti (anche se il cartello «Bologna Centrale» si materializza alle 15, esattamente l’ora in cui il corrispondente Eurostar, il 9622, il primo non stop dalla capitale verso Milano, parte dalla stazione Termini). Il treno rallenta, quasi volesse prepararsi ad affrontare la nuova traiettoria, quella sulla quale comincia la vera novità, tra la città felsinea e Firenze. Alle 15.10, superata la stazione centrale di Bologna, si arriva a San Ruffillo. Ed è qui che si abbandona la vecchia direttrice, la Direttissima, quella che transita dalle tristemente note stazioni di San Benedetto Val di Sambro e Vernio. E subito la prima galleria. Poi la seconda, la terza, la quarta. Sono le 15.28 quando si vedono le prime case, in una zona che (a spanne) si colloca dalle parti di Prato. Di tunnel, intervallati da tratti a cielo aperto, se ne contano undici o dodici. Solo due quelli realmente lunghi, il primo (dopo San Ruffillo) e l’ultimo (che termina all’ingresso di Firenze). Dopo il quale il treno rallenta. L’orologio segna le 15.37 e il cartello ferroviario indica inequivocabilmente «Firenze Castello». A fugare i dubbi il capotreno che dall’altoparlante annuncia che l’Eurostar 9619 «ha percorso l’Alta velocità tra Bologna e Firenze in 37 minuti». Che diventano 27 se calcolati da San Ruffillo. In sostanza, circa 300 chilometri orari. E tutti senza accorgersene.
Sono le 18.07 e l’Eurostar 9619 raggiunge Roma Termini. Non fosse stato per quell’inghippo tra Firenze e Roma quasi ti sarebbe venuta voglia di fare marameo ai viaggiatori partiti da Milano con l’Eurostar per Napoli delle 13.15, arrivato a Roma alle 16.45, con una differenza di soli 14 minuti (ma partendo tre quarti d’ora prima) rispetto al 9619. E tutto per soli 2,59 euro che quasi ti imbarazza chiedere il bonus, come prevede il regolamento di Trenitalia. C’è anche il piccolo Francesco che dorme sereno in braccio alla mamma. Non si è accorto di nulla, nemmeno dell’imprevisto. Quasi come tutti noi più grandi che ripensiamo alle 2 ore e 59: lo stesso tempo che, forse, impieghiamo per andare da un capo all’altro delle nostre città. Ma da ieri con l’Alta velocità l’Italia, eventi accidentali permettendo, è un po’ più corta.