Io, interista orfano dello stadio

Come tifoso di calcio (e interista) ho aspettato febbraio con ansia, dopo il campionato non vedevo l'ora di tuffarmi nella più emozionante competizione europea: la Champions League. Ma l'entusiasmo è crollato di colpo in seguito ai terribili fatti di Catania, dove un poliziotto ha pagato con la vita il suo impegno per mantenere l'ordine pubblico. E pensare che si stava giocando soltanto una partita di pallone. Espressa la più vicina solidarietà alla famiglia Raciti, va detto che alcuni provvedimenti presi dal governo Prodi in tema di violenza dentro e fuori gli stadi sembrano assolutamente inutili e, per di più, dannosi. Stasera ad Inter-Valencia l'accesso a San Siro sarà permesso soltanto agli abbonati in campionato. Una decisione gravemente discriminatoria nei confronti di tutti gli altri tifosi milanesi e non. I ministri Amato e Melandri devono spiegare a noi interisti «per bene», ma semplicemente sprovvisti di un tesserino, come mai non ci sarà permesso di assistere a uno spettacolo di sport in virtù di un puro «contingentamento numerico» del tifo. Oltre al danno la beffa, per coloro che avevano acquistato i biglietti prima del decreto anti-violenza, che saranno costretti a rimettersi in coda per ottenere il rimborso obbligato.