«Io, l’Arcangelo, quel Pecoraro non lo reggo più»

Sostiene Pecoraro Scanio che un’équipe di cherubini-che-ridono lo protegge e che quanto di buono ha fatto come ministro dell’Ambiente lo deve all’aiuto dell’Arcangelo Michele. E dato che di buono il nostro istrione verde non ha preparato nemmeno un piatto di paccheri, urge intervista per chiarire il motivo del fancazzismo angelicato.
Pronto, Arcangelo Michele?
«Sì. Come ha fatto a trovarmi?».
Ho acceso una candelina come Pecoraro...
«Oggesù, è una persecuzione! Avevo cambiato pure numero per non farmi più trovare da lui».
Si è notato alle elezioni...
«Vabbè, ma lì nemmeno il Principale poteva farci niente. Eppoi io di politica non sono competente, come lui dichiarò di non essere competente sulla monnezza».
Però quello va in giro a dedicare il suo operato a Lei!
«Per molto meno ho precipitato Lucifero all’inferno. Io c’ho la spada di fuoco, mica lo querelo come un Di Pietro qualunque».
Ma se va pure in chiesa...
«Massì, però non è che questo gli dà il diritto di tirarmi in ballo ogni cinque minuti come fa col buco nell’ozono! Finché mi chiede di far guarire la mamma, mi tuffo ad aiutarlo di cuore. Ma sul lavoro è insostenibile. Mi corteggia manco fossi figo come l’angelo di Ghost e poi non fa niente».
Dice che fu Lei a non far intervenire l’esercito in Val Susa.
«Ma secondo voi io non muovo un dito contro Erode che stermina gli innocenti e poi mi precipito a impedire due manganellate? Sono il Caruso dell’Empireo?».
Però lo ha aiutato «a portare avanti la riforma dell’agricoltura, a bloccare gli Ogm».
«Ma chi? Il ministro più inutile della storia repubblicana? Quello che voleva la pizza patrimonio dell’umanità? Non voglio averci a che fare. Si ricorda quando rideva al funerale dei caduti di Nassirya? Stavo per mandargli Gabriele per farlo rimanere incinto: almeno per una volta avrebbe partorito qualcosa di intelligente».
Cos’è, arrabbiato?
«Indiavolato, se possibile. Io lo avrei pure aiutato, ma quello si sarebbe opposto pure alla separazione del Mar Rosso perché la divisione delle acque avrebbe rovinato l’ecosistema dei coralli».
Eppure si vanta di aver portato l’ecologismo a Palazzo Chigi...
«Come no, con il museo del mandolino e Gigi D’Alessio patrono del pesce azzurro! E il verderame nei vigneti no, gli inceneritori no, le autostrade no, le discariche no, il Mose contro l’acqua alta a Venezia no. Quando l’ha saputo, San Marco voleva farlo sbranare dal leone alato».
Come commentano lassù?
«San Gennaro dice che ha ridotto Napoli come la Geenna e che se non ci stava San Silvio mo’ era già patrono di un’altra città. San Clemente invece dice che se non era per lui l’Alfonso a quest’ora aveva proibito pure le marmitte».
Non è che la sua dichiarata bisessualità dà fastidio a un bacchettone come lei?
«Guardi, le dico questo: meno male che noi angeli il sesso non lo abbiamo. Altrimenti sa quanto ce li avrebbe rotti, Pecoraro?».