«Io, ladro d’acqua?» Il killer di Falcone querela due cronisti

Ha sciolto un bambino nell’acido, e passi. Ha fatto saltare in aria l’auto di Falcone con moglie e scorta, e passi pure questa. Ma ladro d’acqua no, per carità. Guai! A reagire per vie legali è Giovanni Brusca, boss mafioso e collaboratore di giustizia che ha chiesto al giudice di Palermo un risarcimento di 100mila euro per danni morali nei confronti di due cronisti del Giornale di Sicilia che lo avevano accusato, a suo dire ingiustamente, di essere l’autore di un allaccio idrico abusivo. Ha insomma del surreale l’iniziativa di uno dei più implacabili killer di Cosa nostra, offeso per un reato che non avrebbe commesso e risalente al 2002 quando, in una casa di campagna del cugino, Calogero Brusca, venne scoperto il collegamento illegale incriminato. Il pentito si è così rivolto al giudice di Palermo che il 26 gennaio 2009 dovrà ascoltare l’avvocato difensore dei giornalisti ai quali Brusca chiede i soldi.