«Io, “nazista” per colpa di Wikipedia»

Un deputato dipietrista ha insultato lo scrittore fidandosi del
curriculum (sbagliato) messo in Rete dalla «libera» enciclopedia. Che
oggi riceve addirittura un premio giornalistico. «È la fine di una
professione»

Lui, grazie a Wikipedia, si è preso del «fascista» e «nazista» da un deputato Idv che, per informarsi su chi fosse quel tale Buttafuoco Pietrangelo proposto ai vertici dell’Istituto del dramma antico di Siracusa, ha consultato le sue autorevoli fonti: la famosa enciclopedia web scritta da ignoti. Per tutta risposta Buttafuoco, giornalista e scrittore gli ha dato del «cretino». Seguirà disputa legale. Tutta colpa di quel curriculum approssimativo scritto da Wikipedia. Così superficiale, da meritare un premio giornalistico, il Premiolino.

Buttafuoco, evviva Wikipedia.
«Questo la dice lunga sull’autorevolezza di certi premi. Quel sito mi ha affibbiato due definizioni che mi porterebbero: in galera, alla morte civile, al sicuro licenziamento. Insomma, cose inaudite che sapevo fossero scritte lì».

Un grazie all’onorevole Pierfelice Zazzera allora.
«E certo, grazie a questo luminoso statista che offre come garanzie di informazione e di fonti un’immondizia recuperata su internet. Senza di lui non lo avrei mai saputo».

È peggio che Wikipedia scriva castronerie o che un parlamentare le prenda per oro colato?
«Se un deputato, che fa parte della Commissione cultura, e sottolineo Cultura!, ha come uniche fonti internet la dice lunga su chi siede in Parlamento. Però è internet che diffonde immondizia».

Se ci fosse stato lei nella giuria del Premiolino...
«Ma ormai nei premi giornalistici si procede con l’infausta logica della cosiddetta contaminazione».

Ovvero?
«Cioè li danno alle trasmissioni televisive, alle Iene, a Striscia la notizia...».

A Fabio Fazio.
«A Fazio, Dio ce ne scampi! Gli hanno dato il premio È giornalismo, vero?».

Quello. È giornalismo quello di Fazio?
«Minchia, bastava vedere l’ultima intervista a Carla Bruni... Ormai c’è un totale discredito della professione. Ma mi riprometto di sorridere all’idea che diano il Premiolino a Wikipedia».

Sorridere?
«Sì, perché fa parte dello spirito del tempo e dell’andazzo. La maggior parte dei giornalisti non fa altro che copiare e incollare da internet».

Riciclo di spazzatura?
«Mi sono accorto che in tutti i programmi tv dove sono ospite, le schede su di me vengono sempre raffazzonate da internet».

Tutte uguali?
«Dicono sempre: “Pietrangelo Buttafuoco, a cui piacciono donne e opera lirica”. E io ogni volta lì a chiedermi; ma com’è che sempre esce sta cosa?».

Risposta?
«Poi ho capito: loro facevano la schermata su internet dove c’era sta fesseria che era venuta fuori perché al Foglio avevo scritto il catalogo delle donne “madamine”. Quindi avevano fatto la veloce somma tra donne e Mozart».

Internet congiura contro di lei.
«Per carità, c’è da ridere. Ovviamente mi sono avvalso del contributo del mio avvocato per mettere un freno alle stupidaggini del signor Wikipedia. Grazie quindi anche al Premiolino perché abbiamo trovato la persona a cui recapitare l’azione legale o civile».

Sa chi ha scritto su Wikipedia che lei è un nazista?
«No, non c’è un autore, è una cosiddetta encliclopedia libera per cui qualsiasi scagnozzo può scrivere quel che vuole di un libero cittadino».

Ma poi hanno tolto quella frase su di lei?
«Sì, sarà intervenuta qualche manina. Si saranno spaventati perché la mia prima telefonata è stata alla polizia postale».

L’enciclopedia libera, la conoscenza democraticamente condivisa...
«Macché, per fare un’enciclopedia ci vogliono 80 lauree. Quella è un’autostrada per la diffamazione. Se uno domani scrive che sono pedofilo poi andiamo dalla giuria del Premiolino a sistemare il tutto...».

Lei detesta internet.
«Come dice il grande Roger Scruton: può essere considerato una fortuna perché stai sicuro che tutti i depravati sono seduti al computer e non per strada».

E la sua nomina all’Istituto del dramma antico di Siracusa?
«L’hanno votata».

Ufficiale?
«Sì, ma sia chiaro non sono in quota An, per carità».

Addirittura?
«Non c’entra niente con me. Piuttosto quota Stefania (Prestigiacomo, ndr), è molto più chic».

Ma c’è altro sul suo profilo Wikipedia che toglierebbe?
«Mai letto. Non guardo mai nulla che mi riguardi. Non mi rileggo mai e nemmeno mi riguardo in video».

Non rilegge nemmeno i suoi libri?
«No. Una volta stampato basta. È come se parlassi e mi riascoltassi. Da stupidi».

Su Wikipedia si dice che lei proviene dalla Destra, maiuscolo.
«Ma che, il partito di Storace?

Non si capisce.
«Ecco, un’altra minchiata».