«Io nella nazionale del poker? Dipende da chi fa il mister...»

Francesco Totti è in ritiro a Brunico con la sua Roma quando accetta di scambiare quattro chiacchiere con il Giornale. Ma non di calcio, argomento off limits per questa intervista. Si parla di poker, invece. E del texas hold’em in particolare, attività che appassiona realmente il Pupone del calcio italiano. E non solo per i motivi pubblicitari che lo legano a PartyPoker, di cui Totti è testimonial in Italia.
Francesco, hai sentito di Filippo Candio: il primo italiano nella finale dei mondiali di Poker di Las Vegas.... Ci stai facendo un pensierino per il futuro?
«Chi può dirlo? Potrebbe essere interessante scoprire l'atmosfera di un Mondiale di poker e chissà magari divento Campione del Mondo anche lì!» (e se la ride).
Chi sono, tra i giocatori della Serie A, gli avversari più temibili al tavolo verde?
«Nei ritiri pre partita gioco spesso con i compagni: mi aiuta a rilassarmi e mi diverte. Mexes è sicuramente il più forte, difficilissimo da battere. Il gioco invece è più facile contro Baptista, Vucinic, Julio Sergio e Cerci. E mi piacerebbe molto giocare con Bobo Vieri. E batterlo...»
E le donne?
«So che la professionista Kara Scott, è davvero bravina».
E Ilary gioca a texas hold’em?
«No, però glielo insegnerò presto».
Preferisci il gioco online, o il tavolo verde quello vero?
«In realtà dipende dagli impegni. Diciamo che riesco più spesso a giocare online. Al tavolo gioco con i compagni durante i ritiri».
Che tipo di giocatore sei nel texas hold'em: disciplinato e chiuso, o imprevedibile e fantasioso come con la palla al piede negli ultimi 30 metri...?
«Sono fantasioso e mi diverto, come in campo! Sono un giocatore che osa, assolutamente aggressivo».
Quanto tempo riesci a dedicare, settimanalmente, al poker online?
«Gioco circa tre volte a settimana. Dopo che sono stato con la mia famiglia mi metto al computer e gioco soprattutto il lunedì».
Sinceramente: in che misura il texas hold'em può essere considerato uno sport?
«Può esserlo, eccome! Ma deve essere affrontato con passione, dedizione e tanto allenamento. Un po’ come il calcio, direi, ma senza dimenticare però che anche in questo caso si stratta solo di sport».
Visto che la nazionale azzurra è ormai andata... Ti candidi per quella di texas hold'em?
«E chi sarà l'allenatore (ride sornione )? No, meglio di no, che poi mi lascia mia moglie. Però magari una capatina al World Poker Tour diPartyPoker novembre la farò. Dipenderà dagli impegni del campionato...».