"Io, obiettore, difendo la vita"

Piero Uroda, presidente dell'Unione cattolica dei farmacisti italiani: "Certe medicine non le ho mai nemmeno ordinate"

Roma - «La pillola del giorno dopo? Mi spiace, ma qui non l’abbiamo nemmeno mai ordinata». È categorico Piero Uroda, a Fiumicino dagli anni ’60, presidente dell’Unione cattolica dei farmacisti italiani. Da quando Norlevo è stata introdotta in Italia dall’allora ministro della Sanità Umberto Veronesi, in sette anni, dal suo negozio non è uscita neppure una sola confezione.

Ma alle donne a cui nega il farmaco che cosa dice?
«Che difendo il diritto alla vita. Che quello che credono sia un normale contraccettivo non è altro che un abortivo in piena regola; che assumendo quelle due pasticche si uccide un embrione e che l’embrione è già l’inizio di una nuova vita umana».

E riesce a convincerle a desistere?
«C’è una signora che è tornata nella mia farmacia per ringraziarmi perché ora ha un figlio meraviglioso. Vede, è una questione di principio. Io sono obiettore e rivendico il diritto a esserlo. E rivendico il diritto a una giusta informazione».

Che cosa vuole dire?
«La pillola del giorno dopo ha controindicazioni fortissime che non vengono adeguatamente illustrate. Si tratta di un autentico bombardamento ormonale che può provocare in molti casi persino una gravidanza extrauterina. Ma non viene detto. Tossicologicamente è pericolosissima».

Qual è l’alternativa che voi indicate?
«Esistono consultori pro vita e un centralino Sos-vita sempre raggiungibile. Ci sono persone che possono aiutare chi è in difficoltà a portare avanti gravidanze non desiderate, ma anche questo non viene detto».