«Io Papa? Non me l’aspettavo proprio»

Benedetto XVI ai fedeli: «Con voi posso portare a termine la mia missione»

Andrea Tornielli

da Roma

Un’elezione «assolutamente inaspettata e sorprendente». Con queste parole, a un anno esatto dalla sua designazione a successore di Papa Wojtyla, Benedetto XVI ha voluto ricordare quanto avvenuto il pomeriggio del 19 aprile 2005. Papa Ratzinger lo ha fatto nel corso dell’udienza generale, in Piazza San Pietro, davanti a cinquantamila fedeli accorsi per festeggiarlo. «All’inizio dell’udienza - ha detto Ratzinger parlando a braccio - vorrei insieme a voi ringraziare il Signore, che dopo avermi chiamato esattamente un anno fa a servire la Chiesa come successore dell’apostolo Pietro, non manca di assistermi con il suo indispensabile aiuto». «Grazie per la vostra gioia e per la vostra acclamazione», ha aggiunto, interrotto dagli applausi.
«Come passa in fretta il tempo! - ha continuato Benedetto XVI -. È già trascorso un anno da quando, in maniera per me assolutamente inaspettata e sorprendente, i cardinali riuniti in conclave hanno voluto scegliere la mia persona per succedere al compianto e amato grande Papa Giovanni Paolo II». Ratzinger ha quindi rievocato il momento in cui si è affacciato, subito dopo l’elezione: «Ricordo con emozione il primo impatto che dalla loggia centrale della basilica ho avuto, subito dopo la mia povera elezione, con i fedeli raccolti in questa stessa piazza. Mi resta impresso nella mente e nel cuore quell’incontro al quale ne sono seguiti tanti altri». Benedetto XVI ha spiegato che questi incontri gli hanno dato modo di «sperimentare quanto sia vero» ciò che aveva affermato nell’omelia della Messa di inizio pontificato: «Sento viva la consapevolezza di non dover portare da solo ciò che in realtà non potrei mai portare da solo». «E sempre più sento - ha aggiunto il Papa - che da solo non potrei portare questo compito, questa missione. Ma sento anche come voi lo portiate con me: così sono in una grande comunione e insieme possiamo portare avanti la missione del Signore». Benedetto XVI, ringraziando quanti pregano per lui, ha concluso questa parentesi dedicata all’anniversario affermando di sentirsi sostenuto dalla «celeste protezione di Dio e dei santi»; e confortato dalla «vicinanza vostra, cari amici, che non mi fate mancare il dono della vostra indulgenza e del vostro amore».
Nella breve catechesi che è seguita, il Papa ha parlato della resurrezione di Gesù e del compito affidato a Pietro. «Chi avrebbe potuto allora umanamente immaginare lo sviluppo che avrebbe contrassegnato nel corso dei secoli quel piccolo gruppo di discepoli del Signore?».
Dopo i saluti nelle varie lingue, Benedetto XVI ha lanciato un appello sul Medio Oriente condannando il barbaro attentato avvenuto in Israele tre giorni fa. «Con grande dolore - ha detto il Papa - ho appreso la notizia del terribile attentato avvenuto lunedì scorso a Tel Aviv, in Israele, e sento il dovere di esprimere la più ferma condanna per tale atto terroristico. Non è con simili esecrabili atti che si possono tutelare i pur legittimi diritti di un popolo». «Il Signore, principe della pace - ha concluso Benedetto XVI - sia vicino ad israeliani e palestinesi affinché non si lascino andare ad una tragica deriva, ma riprendano i passi che li portino a vivere in pace e sicurezza, gli uni accanto agli altri, come figli dello stesso padre che sta nei cieli».