Io, Pd, festeggio le vittorie, ma oggi non ne vedo

Caro Direttore, attendevo con ansia la tua risposta! Intanto ti ringrazio per lo spazio che mi hai concesso. Un po' meno per avermi dialetticamente «suonato come un tamburo»! D'altra parte questo è il bello dei dibattiti e del confronto con amici di cultura, sottile (o perfido?) umorismo e fine intelligenza. Finiti i salamelecchi (falso: lo penso davvero!) passiamo ad un minimo di replica...
Non si può pretendere di avere giovani in luoghi cardine e che questi non sbaglino mai dialetticamente: purtroppo l'esperienza è quella qualità che ti viene in soccorso quando non ne hai più bisogno!
Alle volte possiamo sembrare verbalmente dei cloni di politici locali di «lungo corso» e forse questo accade perché cerchiamo di «capitalizzare» una ricchezza dei nostri mentori che, evidentemente, non ci appartiene, né potrebbe, vista l'età. Purtroppo a questo si può sempre porre rimedio, visto che ad oggi risulta solo possibile invecchiare... Scherzi a parte, maturando esperienza diviene naturale non sentire più la necessità di omologarsi a personaggi di riferimento, poiché si consolida la fiducia in noi stessi e nel nostro modo di essere, pensare e vedere il mondo.
È del tutto vero che bisogna credere (...)