"Io, perquisita all'alba a casa: costretta persino a spogliarmi"

La giornalista racconta in un file audio la perquisizione subita questa mattina per
l'articolo pubblicato sul pm Ilda Boccassini. "Esperienza
allucinante. Le forze dell'ordine avevano avuto
mandato di compiere anche perquisizioni corporali. Hanno rovistato
nella mia biancheria intima&quot;. <strong>AUDIO <a href="/fotogallery/perquisizioni_contro_giornale_racconto_delodissea/id=2797-foto=1-slideshow=0">ASCOLTA LA TESTIMONIANZA</a></strong>. <strong>SONDAGGIO <a href="/sondaggio_1a.pic1?PID=171">E' possibile in democrazia che i pm facciano perquisire un giornale?</a></strong>

Roma - Trattata come uno dei peggiori criminali: i carabinieri in casa a cercare tra le carte e i computer, i famigliari impauriti, la perquisizione personale per trovare "prove" anche nella biancheria intima. La nostra collega Anna Maria Greco racconta in un file audio la perquisizione subita questa mattina per l'articolo pubblicato sul pm Ilda Boccassini. "E' stata un'esperienza allucinante - racconta la giornalista che da quindici anni si occupa di Giudiziaria per il Giornale -  le forze dell'ordine avevano avuto mandato di compiere anche perquisizioni corporali. Hanno rovistato nella mia biancheria intima". Ascolta la sua testimonianza. Poi precisa i particolari: "Sono arrivati all'alba e mi hanno costretta a spogliarmi. Volevano verificare che non nascondessi documenti nella biancheria intima".

Il racconto dell'odissea La nostra cronista racconta l'odissea terminata solo nel tardo pomeriggio. "Mi sembra tutto un quadro mai visto - racconta la nostra giornalista - è un attentato alla nostra professione. Se non si può più pubblicare atti che io ritengo non coperti da segreto, atti vecchi di trent'anni, parte di un procedimento chiuso, è chiaro che c’è un attacco al nostro lavoro". "Quel che poi mi sembra ancor più grave - aggiunge la Greco - è la denuncia fatta di una mia presunta fonte, e il mio nome sbattuto in prima pagina da un collega di un altro giornale, che mi ha additato prima ancora che vi fosse qualsiasi azione giudiziaria. E' una guerra fra colleghi. Chi ne uscirà male, alla fine, lo ripeto, è la nostra professione". "Questa mattina sono stata svegliata dai carabinieri - racconta ancora la cronista ripercorrendo l'odissea vissuta oggi - hanno perquisito la mia abitazione, prima delle 9, e poi siamo andati in redazione".