«Io, pievese, mi vergogno dei miei concittadini»

Caro Direttore, giusto il Suo rilievo per i «silenzi» sul Cardinale e vivo rammarico per l’atteggiamento di alcuni pievesi che ne hanno contestato la recente visita pastorale in cui, malgrado iniziali e mal motivate resistenze, sono state poi incluse giustamente le scuole. Vivo a Pieve da alcuni anni (per scelta e non per nascita) in lato levante, ammiro Portofino e mi reco sulle alture solo per visite al Cimitero; è un paese tranquillo e tipicamente ligure e per vero sono rimasta sconcertata dalle inconsistenti prese di posizione anti-Bagnasco, che addirittura hanno portato Pieve all’onore della stampa nazionale oltre che ligure. Per l’affetto che ormai provo per questa cittadina avrei preferito che il motivo di tanta pubblicità fosse stato diverso, tanto più che si conosce solo il nome di una Signora portavoce degli effettivi «resistenti»; per curiosità ho tentato di conoscere il nome dei singoli contestatori, ma nessuno ha avuto il coraggio di dichiararsi personalmente, e come finale tutti... sono rientrati nei ranghi, accogliendo il Cardinale come di dovere.
Mi spiace per Pieve e per i suoi cittadini: il pensiero è libero e libere sono le scelte di coscienza, ma per contro è triste e non certo «coraggioso» celare le proprie convinzioni dietro i portavoce, e sempre che siano tali e non conseguenza di indottrinamenti quasi... farinelliani. Mi auguro di no, dato che ritengo i Pievesi dotati di carattere, magari un po’ duro e determinato ma non certo pavido e confido che San Michele assicuri loro un futuro migliore!