«Io prendo l’avvocato e Voi il vocabolario»

Gentili Sovrascritti (giuro, non è un insulto, mi limito a plagiare Di Stefano), devo proprio tirarVi le orecchie, anche se non vorrei mai che, dopo l’accusa di averVi impunemente e sfacciatamente «virgolettati», mi arrivasse anche l’imputazione di violenza privata (o plagiata). Faccio fatica, come vedete, a prenderVi sul serio, ma tale e tanta è la Vostra signorilità che non posso esimermi dal consentire almeno su un punto: è vero, nell’articolo da Voi signorilmente citato ho commesso «gravi inesattezze di forma e di sostanza», non indicandoVi - un tentativo di depistaggio? - l’indirizzo del dumasiano convento delle Carmelitane dietro il quale, anziché al Tunnel, potevate consumare il duello all’ultimo plagio con Di Stefano. Convengo pure che l’articolo da me scritto fosse «gravemente lesivo», come asserite. Ma, attenzione: «gravemente lesivo» non della Vostra immagine, ma della Vostra presunta capacità di possedere il senso dell’umorismo. Evidentemente, devo ritenere che non abbiate letto il servizio - quello sì, molto serio, fin troppo per Voi - pubblicato sull’argomento dall’autorevole rivista «Panorama» (11 maggio 2006, pagina 215) dal titolo: «Quel thriller è copiato o no?». Che fate adesso? Querelate anche loro? O, come avete apostrofato me, «ne parlate con Milano»? Diceva Totò: «Ma mi faccia il piacere». E tutti a ridere.
Mi corre l’obbligo di concludere con un buffetto sulla guancia (sperando vivamente che non mi procuri un’altra denuncia):
- NON accetto, sia chiaro fin d’ora, lezioni di deontologia professionale, per di più via mail, su una professione che io esercito (senza plagiare nessuno) da ventuno anni, e Voi Sovrascritti neanche da un minuto
- per quanto riguarda poi le «sedi più opportune» cui rivolgersi, credo che non siano quelle da Voi minacciate (che mi fanno presagire ulteriori risate da parte di giudici, pubblici ministeri e giurati popolari), ma quelle in cui si può acquistare un vocabolario italiano. Che alla voce «plagio» spiega quello che a Voi Sovrascritti, evidentemente, sfugge.
Cordialissimi saluti, e grazie per avermi letto.
PS Non vi preavverto della rettifica. Per deontologia professionale, e perché non rettifico.