"Io, primo tenore al Colosseo canto per l’Abruzzo"

Lunedì lo show su Raiuno. Il maestro: "Se giri il mondo scopri che è una fortuna vivere adesso qui in Italia"

Milano - E allora immaginatevelo Andrea Bocelli all’interno del Colosseo, di sera, con l’orchestra che suona: spettacolare. Sarà per questo che anche lui, appena tornato da Berlino, ne parla con entusiasmo. «È un evento di eccezionale importanza», annuncia e, tanto per chiarire, lunedì andrà in onda su Raiuno (e anche su Radiouno e Radio Italia oltre che su Rai Italia) in prima serata, presenta Milly Carlucci di fronte a una platea di 380 spettatori, e non di più per ovvi motivi. Obiettivo del concerto: raccogliere fondi da destinare al ministero dei Beni Culturali per la ricostruzione del Conservatorio dell’Aquila distrutto dal terremoto. Costo del biglietto: mille euro (info sul sito dell’agenzia che organizza tutti gli eventi di Bocelli, www.fourone.it). «Innanzitutto, voglio ringraziare tutti coloro che affrontano questa spesa importante. Poi anch’io - spiega lui - donerò qualcosa, ma lo farò in modo sotterraneo, senza pubblicità».

Intanto lei, caro Bocelli, canta.
«Per eventi così, io sono sempre disponibile. All’indomani del terremoto, mi avevano già contattato per un concerto all’Aquila da tenere con altri artisti come Daniela Dessì. Ma poi logisticamente la situazione era troppo complessa e non se ne è fatto nulla».

Adesso diventa il primo cantante italiano ad esibirsi dentro al Colosseo.
«In realtà c’era già stata una performance di Nicola Piovani. Però diciamo che sì, credo proprio di essere il primo cantante a far sentire la propria voce nell’Anfiteatro Flavio dopo tanto tempo».

E che cosa canterà?
«Senz’altro una preghiera, vista l’occasione di solidarietà e riflessione: magari l’Ave Maria oppure il Panis Angelicus. Mi accompagnerà l’Orchestra Sinfonica della regione Abruzzo che nella tragedia ha perso tutto, persino gli strumenti. E poi interpreterò arie d’opera del mio repertorio. E in tre momenti diversi della serata dividerò la scena con Angela Gheorghiu, una stella internazionale».

Perché il concerto si intitola «L’alba separa dalla luce l’ombra»?
«Prende spunto dalla seconda de Le quattro canzoni d’Amaranta, scritte da Gabriele D’Annunzio, anch’egli un abruzzese. È quindi un titolo simbolico, un inno alla voglia di rinascere che mi sembra molto indicato alla situazione. E naturalmente canterò anche quella canzone, che vuole essere un invito a ripartire».

Il terremoto è arrivato in un momento di profonda crisi economica.
«Ma vedo che in Italia le cose vanno meno peggio che all’estero. Insomma, New York prima di Natale era davvero spettrale. Perciò c’è da dire che, soprattutto in questo momento, se si gira il mondo, si ringrazia di vivere in Italia. Però dobbiamo essere ottimisti, è l’unico modo per uscire il prima possibile da questa situazione».

Ma chi invita all’ottimismo, tra i quali anche il presidente del Consiglio, viene criticato dall’opposizione.
«L’ottimismo di tutti deve essere una componente fondamentale in questo momento. E negarlo non è serio».

Dopo il Colosseo che cosa farà?
«Vado negli Stati Uniti per qualche concerto. E poi torno in Italia. Il primo luglio canto in piazza San Marco a Venezia».

E poi il 18 luglio c’è la nuova edizione del «Teatro del Silenzio», nella sua Lajatico, vicino a Pisa.
«E lì, oltre alla soprano inglese Katherine Jenkins, ci sarà con me anche Placido Domingo e ne sono molto onorato. È il più grande cantante vivente, abbiamo collaborato al Teatro dell’Opera di Washington e da lì è nato un rapporto d’amicizia che mi rende davvero orgoglioso».