«Io, pronto allo “Scacco matto” in Vaticano»

E se la celebre esclamazione «Scacco matto!» divenisse parola di Cardinale? Non stiamo parlando di partite diplomatiche giocate nei Sacri Palazzi ma del primo Campionato Italiano Scacchistico per Preti e Religiosi che partirà nel 2010 dopo aver attraversato, in passato, varie vicissitudini che rallentarono la discesa sulla scacchiera dei pedoni vaticani. Don Stefano Vassallo, sacerdote genovese parroco al Borghetto di Certosa in Genova, nonché abile scacchista, parla in anteprima al Giornale di questo evento atteso da tempo.
Da dove nasce l'idea di un Campionato di scacchi per Preti?
«L'idea di fare un Campionato Italiano dei Preti c'è sempre stata, ricordando che tutti gli anni c'è anche il Campionato Italiano di Sci dei Preti (nel 2010 sarà a Limone dal 31 gennaio al 2 febbraio e vedrà come sicuro partecipante genovese don Giorgio Rusca. Oltre, ovviamente, a don Nicolò Anselmi che ha già vinto diverse edizioni ndr)».
In concreto, che mosse sono state fatte?
«La storia nasce a settembre del 2005, quando incontro Adolivio Capece (direttore della Rivista Italia Scacchistica, ndr) durante una simultanea dell'allora campione italiano Michele Godena a cui partecipo. Io perdo per quint'ultimo su trenta, un discreto piazzamento… Capece mi dice che a maggio 2006 ci sarebbero state in Italia, per la prima volta, le Olimpiadi degli Scacchi. La Fide farebbe ponti d'oro se il Vaticano partecipasse. Già alcuni sacerdoti sono iscritti alla federazione. Chiedo per parte mia al mio Vescovo, il card. Bertone: è entusiasta. Contattiamo anche altri, ma la Segreteria di Stato fa sapere che il Vaticano non partecipa a gare del genere».
Oggi che Segretario di Stato è Tarcisio Bertone le cose sono cambiate?
«Probabilmente sì. Dopo il no del 2005 da parte del Vaticano, scrissi per due volte al Centro Sportivo Italiano, ma non c'è stata risposta. Recentemente Capece mi ha fatto sapere che il circolo di Carugate potrebbe essere interessato a inserire il torneo nell'ambito di una manifestazione nazionale».
Chi saranno, oltre a lei i possibili sacerdoti partecipanti?
«Sicuramente don Valerio Piro, sacerdote diocesano di Napoli, Candidato Maestro di Scacchi, Gennaro Cicchese un religioso degli Oblati di Maria Immacolata, e fra Marcello Bonforte, francescano. Oltre a noi quattro iscritti alla Federscacchi ce ne sono sicuramente altri che possono partecipare. Nei vari oratori italiani si trovano preti scacchisti».
Dei quattro preti scacchisti citati lei è il più forte?
«Veramente è il contrario, sono, almeno sulla carta, il più debole. Gli altri sono prime nazionali, io sono ancora una terza nazionale».
Il Cardinale Bagnasco come vede questa iniziativa?
«Io, da buon prete obbediente, ho chiesto al Cardinale Bagnasco se potevo partecipare e la risposta è stata affermativa, a patto che ciò non tolga tempo al mio lavoro pastorale».
Dove nasce questa sua passione per gli scacchi?
«È nata a 16 anni, con il Mondiale del 1972 tra l'americano Bobby Fischer e il sovietico Boris Spassky: fu la prima spallata di un americano all'impero scacchistico sovietico. Mi sono appassionato, ho comperato qualche libro divulgativo e poi mi sono recato al circolo scacchistico pegliese dove iniziai a giocare non frequentando tantissimo».
Gli scacchi possono ancora appassionare i giovani?
«Ai miei tempi vedevo gli scacchisti tutti musoni, oggi tanti giovani brillanti e capaci sono scacchisti. Ma come tutte le cose prese seriamente, gli scacchi chiedono impegno e costanza, caratteristiche che non tutti i giovani hanno. Gli scacchi sono da mettere sullo stesso piano di chi si dedica ad uno strumento musicale. Per di più oggi sono considerati a tutti gli effetti uno sport: in Italia la Federazione fa parte del Coni e a livello mondiale sono una disciplina sportiva riconosciuta come tale dal Comitato olimpico».
Dal Campionato che sarà a quelli passati: quale è stata la migliore partita di don Vassallo?
«La più bella è stata una sconfitta contro il Candidato Maestro Sbarra di Savona in cui ho giocato una novità che l'enciclopedia delle Aperture attribuiva a Kasparov. La novità spiazzò il mio avversario lì per lì ma poi la sua abilità ebbe la meglio».
Per concludere, le sue aspettative per questo Campionato Italiano di Preti?
«Spero di arrivare nei primi dieci... Gli altri preti li tempo tutti perché mi alleno pochissimo, purtroppo».
Nessun suggerimento divino o dagli Angeli Custodi?
«Se fossero possibili suggerimenti da Angeli Custodi sarei già campione del mondo, perché io e il mio angelo custode andiamo molto d'accordo».
Per maggiori informazioni sull'iniziativa nonché per adesioni da parte di sacerdoti e di religiosi scrivere a Don Stefano Vassallo: stefano@borghetto.net.