«Io, provocatrice come Cleopatra»

«Ho un gran passato, un ottimo presente e spero un invidiabile futuro». Così, con una certa punta di spirito polemico, Annamaria Guarnieri accoglie i visitatori del suo sito che vorrebbero conoscere una indefessa professionista della vita da palcoscenico; per chi, tuttavia, volesse un incontro autentico e decisamente più empatico con l'attrice, di quelli guidati dalla voglia di vivere ancora il grande teatro, fino al 14 febbraio sulla scena della Sala Anima del Teatro Franco Parenti (info: 02-59995206), Annamaria Guarnieri sarà la protagonista di «Antonio e Cleopatra alle corse». Diretto dall'abile mano registica di Andrée Ruth Shammah, il testo, scritto da Roberto Cavosi, meritevole del Premio Speciale della Giuria di Riccione 2007 e finalista nella terna dei premi Eti Oscar del Teatro 2009, racconta di una coppia particolare che, unita anche dalla medesima passione per il gioco, si diverte nella passione e nell'amore di un amore tormentato; come se vivessero sempre in una sala da corse, lui vincerebbe senza mai puntare, mentre lei punta sempre su cavalli perdenti. Compagna di vita e sulla scena di Luciano Virgilio, nei panni di Antonio, la Cleopatra dei giorni nostri, un poco disincantata e forse delusa dall'aria pesante che si respira in questo Nuovo Millennio, si racconta. «Quando scrissi le parole che aprono il mio sito ero molto arrabbiata e credo che il mio tono polemico si percepisca; oggi posso dire che ho avuto senz'altro un gran passato, ma il mio presente è buono. Ho raggiunto una certa serenità e ho imparato ad accettare il mio presente; sia chiaro, parlo in qualità di cittadina del mondo, dove sta accadendo l'irreparabile: non solo terremoti e catastrofi, ma l'uomo stesso sembra impazzito. È chiaro che non riesco a offrire messaggi di speranza, nemmeno dalla scena: credo che il mio teatro possa solo concedere un paio di ore di buon intrattenimento dove lo spettatore può distrarsi e dimenticare ciò che sta al di fuori della fantasia e io sono orgogliosa di partecipare attivamente a questa evasione». Nei panni di Cleopatra, Annamaria Guarnieri trova parecchie somiglianze con il suo personaggio: «Ci sono numerosi aspetti che mi accomunano a Cleopatra: lei ha sempre il mal di testa, ha un forte spirito sarcastico, polemizza continuamente, sa amare, ma provoca di continuo: lo spettacolo dipinge uno spaccato di vita di coppia molto semplice, ma rivestito di quella bizzarria tipica di Cavosi che non manca di utilizzare uno stile divertente». Dopo aver visto la luce lo scorso anno per poche date, sempre sulla scena del Franco Parenti, lo spettacolo riprende con la carica e l'energia degli interpreti, conservando lo spirito originale di Cavosi e arricchendosi della raffinatezza registica della direttrice artistica della sala di via Pierlombardo, Ruth Shammah.
Non sono in molti gli attori ad avere il privilegio di scegliere i lavori ai quali concedere le proprie doti, ma la ricchezza di esperienza di Guarnieri, legata per parecchi anni al Teatro Piccolo di Milano e attrice cinematografica, le consente, di poter valutare: «In genere porto in scena quello che vedrei volentieri; posso fare selezione e sono solita anche a scegliere le persone con le quali lavorare. Non a caso lavoro con Virgilio con il quale ho una forte intesa e con registi con i quali amo lavorare; creo così il mio piccolo ghetto». Amata dal pubblico italiano per la sua spiccata naturalezza, Annamaria Guarnieri non ama rivedersi, né leggere di sè: «È vero non voglio assolutamente essere ripresa e registrata e non ho mai letto le critiche che mi distraggono. Quando ero ragazzina non vedevo l'ora di informarmi riguardo le opinioni che mi riguardavano espresse da professionisti. Oggi, le evito».