«Io come Ratzinger, tradito dalla Sapienza»

Il motivo: non si è raggiunto il numero minimo di promossi

(...) Verrò in seguito a sapere che non tutti hanno letto la comunicazione per tempo: qualcuno si presenta lo stesso alla Sapienza nel giorno stabilito, ma se ne ritorna a casa con le pive nel sacco.
Gennaio 2008: riceviamo conferma via e-mail che questa volta il bando si terrà.
Pagate i 44,62 euro di tassa all'Università e presentatevi il 10 del mese al tal posto alla tale ora. Così faccio, spostandomi da Genova a Roma per tre giorni.
Ci sono concorrenti che provengono anche da Milano, Novara, Catania. Insomma da tutta Italia. Non siamo tuttavia in molti e si pensa che difficilmente si possa raggiungere la quota di 10 studenti inizialmente prevista.
Ci dicono al momento della prova scritta: «Non temete, abbiamo pensato di attivare comunque il corso. Basta che superiate la prova in cinque».
La prova consiste in un tema da svolgere sotto forma di saggio breve o articolo giornalistico su un argomento di attualità tra una rosa di tre titoli a disposizione.
Solitamente nei concorsi vige l'anonimato delle prove ma qui non succede (del resto, come è noto, l’anonimato è più una formalità che una effettiva garanzia del fatto che la commissione sia imparziale).
Segue nel pomeriggio prova orale con domande sul proprio curriculum, su temi di attualità (dalle cellule staminali ai premi Nobel in campo scientifico del 2007 e così via). Per sapere i risultati dobbiamo attendere il successivo lunedì. Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e tu, concorrente, più non dimandare.
Arrivano così le ore 18 del lunedì successivo: ecco la comunicazione telematica attesa, con tanto di allegato in pdf. Lo apro con trepidazione. «E vai, sono arrivato primo!». Ma il grido di gioia si strozza in gola. Terminata la lista di tutti gli undici concorrenti, la dicitura funesta: «Dato il numero degli ammessi inferiore a 5 il Master non può essere attivato per il corrente anno accademico.
Secondo il regolamento di Ateneo, infatti, il Master non può essere attivato con un numero di studenti inferiore a 5.
Il bando verrà regolarmente ripubblicato nel mese di giugno 2008 per il prossimo anno accademico». Tra ritirati e non ammessi (cioè bocciati dalla commissione) siamo passati solo in 4.
Ergo niente Master, ergo la borsa di studio che mi sarebbe spettata di tremila euro va in fumo, ergo vanno in fumo tutti i settemila euro destinati complessivamente alle borse di studio per i primi classificati (dove saranno finiti?), ergo abbiamo donato 44 euro ognuno all'Università la Sapienza di Roma, ergo abbiamo sprecato tempo e soldi per un concorso inutile.
Beffa con danno. «Peccato - conclude il testo della e-mail - perché avevamo ravvisato in diversi dei concorrenti delle buone capacità attitudinali».
E, corollario di tutto questo, indovinate? Ci aspettano per un nuovo concorso il prossimo ottobre! Dite proprio che è il caso di ritentare?
In Germania, all'Università di Tubinga ad un mio amico è successa una cosa analoga. Un master con un numero minimo di 10 persone ha visto solo 7 iscritti. Cacciati tutti via? No, l'Università, dopo aver pagato loro il viaggio per sostenere la prova (in Italia paga il candidato, ovviamente) ha offerto loro la possibilità di sostenere un master del tutto analogo a Berlino, destinando a ciascuno di loro una supplementare borsa di studio di 1000 euro oltre ai 4200 a cui già avevano diritto.
Serve aggiungere altro? Cari comunicatori della Scienza, Welcome to Italy.