«Io, re del ballo devo tutto a John Travolta»

Zac Efron a Roma per il lancio di «Hairspray», dove recita accanto al suo idolo e a Michelle Pfeiffer, manda le fan in delirio. «Quel divo ha influenzato la mia vita»

da Roma

Zac ed è subito delirio, tremarella, voglia di ballare. Stasera, intanto, le ragazzine che di solito escono, prevedibilmente sosteranno davanti alla tv, a godersi passi di danza e gorgheggi del loro idolo, Zachary David Alexander Efron, in coppia con Antonella Clerici al Treno dei desideri (Raiuno), tappa del tour promozionale di Hairspray (dal 28 nelle sale), l’esilarante musical di Adam Shankman, con John Travolta travestito da agile casalinga cicciona, più Michelle Pfeiffer e Christopher Walken, pezzi forti in salsa ballerina. E lui, l’efebo sexy di San Luis Obispo (California), che gli diede i natali solo diciotto anni fa per la gioia degli adolescenti di mezzo mondo (basta vedere i fan club dedicati in Rete); lui, star cinetelevisiva esplosa a Hollywood come Troy Bolton, lo spezzacuori di High School Musical, film di Disney Channel, che l’ha consacrato giovane macchina da soldi; lui, vincitore di due Teen Choice Award e arbitro di popolari serie tv (da E.R. a C.S.I. Miami) se ne sta lì, con la Zazzera a Caso (vedi l’acronimo), il nasino all’insù, mentre la cravatta nera da collegiale pende dal colletto rigido d’una camicia cadente. Magari pensa a come riesumare la decappottabile ereditata dal nonno, una Mustang del ’65, intanto che la collega Nikki Blonsky (in Hairspray fa Tracy, la compagna di scuola obesa, ma ballerina nata della quale lui, il bello dell’istituto, s’innamora) ciarla e cinguetta. Senza rubargli la scena, ci mancherebbe.
Com’è stato lavorare con John Travolta, nel trentennale del musical La febbre del sabato sera, che lanciò un mito?
«Di solito non mi faccio emozionare dalle altre star, ma in questo caso era diverso, perché John Travolta, il mio idolo, ha influenzato la mia vita e le mie scelte personali. Infatti, aspiro a seguirne le orme».
Lanciato dalla tivù, ma amante del musical...
«I musical, certo costosi, non si girano di frequente. Ma quando mi convocarono per il ruolo del rubacuori Link Larkin, studente ballerino, che scopre di poter amare una coetanea sovrappeso, ho lottato per avere la parte. Provini infiniti e due mesi di prove di canto e balli. Mi sento fortunato e benedetto».
La sua passione per il ballo è cominciata presto?
«Tra gli otto e i dieci anni, quando mi fulminò Grease, con Travolta, appunto. A undici anni ero in Gipsy, poi vennero Peter Pan e Mame. Nella scuola pubblica, che ho frequentato fino ai diciott’anni, mi prendevano per “diverso”, perché non amavo lo sport, bensì la danza. Fu proprio la visione di Travolta a farmi capire l’esistenza d’una realtà dove anch’io potevo entrare. M’iscrissi a una scuola di musical e il resto è venuto da sé».
Ma quando ha capito che si avverava il sogno di diventare un cantante e un ballerino professionista?
«Dopo il provino di otto ore per High School, girato in sei settimane: meno del tempo che ci è voluto per le sole prove di Hairspray».
È molto giovane e ha molto successo, all’improvviso. Paura? «Sono consapevole della linea sottile che corre tra una celebrità e un attore. E so bene che, al momento, il piatto della bilancia pende dalla parte della fama. Sto lavorando per tornare ad essere più attore e meno personaggio».
Lei deve la sua notorietà alla tv...
«Per me la tivù e il cinema sono importanti alla stessa maniera. Oggi farei anche la guest star di trasmissioni come Extra o Lost. E mi piacciono pure le serie della Hbo».
Nei videoclip fa coppia con Vanessa Hudgens, data per sua fidanzata. Qual è la sua donna ideale?
«Pensare che, da ragazzino, sono stato rifiutato da tutte. Per me non conta l’aspetto fisico, ma il senso dell’umorismo e l’avere un hobby diverso dallo shopping».