"Io resto fascista" Bufera su Ciarrapico Poi lui ci ripensa

L'editore a <em>Repubblica</em>: &quot;Mai rinnegato il fascismo&quot;. Poi precisa: &quot;Il testo non corrisponde al mio pensiero&quot;. Il centrosinistra attacca il Pdl e invita a rinnegarne la candidatura. Fini: &quot;Noi non lo volevamo nemmeno in lista&quot;

Roma - "Il fascismo mi ha dato sofferenze e gioie. Mai rinnegato, mai confuso, mai intorpidita la mente da pensieri sconclusionati e antistorici". L'intervista rilasciata alla Repubblica dall’editore Giuseppe Ciarrapico ha immediatamente deflagrato appena arrivata in edicola. Come una bomba a mano appena tocca suolo, l'editore ha creato caos e scompiglio nella politica italiana. Con la sinistra che fa di tutta un'erba un fascio assimilando la politica del Pdl in "quella dell'editore che poduce l'opera omnia di Mussolini"

L'intervista incriminata "Con Berlusconi l’amicizia è di antica data. E il suo ingegno è davvero raro", racconta Ciarrapico spiegando che sabato, al Palalido di Milano, ha "conosciuto la potenza di questo movimento". Poi racconta: "L’ultima volta che sono stato a Predappioera, mi pare, ottobre. Sedicimila persone. E quando prendo la mia barchetta in estate e vado Gallipoli faccio sempre un salto dov’è sepolto Starace". Infine, guardando alla difficoltà di far rialzare l’Italia, Ciarrapico taglia corto: "Come si disse: governare gli italiani non è faticoso. È totalmente inutile".

Barricate del centrosinistra Fassino parla di "pulsioni reazionarie" insite nel Pdl. Franceschini, invece, denuncia "l'inarrestabile spostamento del Pdl verso destra". "Berlusconi ha riempito le sue liste di ogni cosa: prima Fini, la Mussolini e poi Ciarrapico, che si è detto orgoglioso di essere fascista - commenta il vice di Ventroni - penso che i moderati e le persone per bene faranno fatica ad accettare questo spostamento a destra irreversibile e inarrestabile da parte del Pdl". Il ministro Paolo Gentiloni invita il Cavaliere a rinnegare la candidatura dell'editore: "Un partito che si richiama alla parola libertà non può portare in Senato un convinto sostenitore della dittatura fascista. Il leader del PdL in passato aveva sempre detto parole chiare di condanna del fascismo. Ora, per qualche piccolo calcolo elettorale, le ha dimenticate?".

Il gelo di Fini "Oggi non parlo io ma le candidate che abbiamo presentato... E, comunque, ho già detto quello che dovevo dire. A suo tempo". Gianfranco Fini dedica queste battute alle polemiche innescate dalle frasi di Ciarrapico sul fascismo. Il leader di An sceglie una linea low profile anche quando un giornalista, a margine della conferenza stampa alla Camera per la presentazione di Nirenstein, Roccella e Sbai, gli porge il foglio con la dichiarazione del vicesegretario Pd Franceschini: la legge e la restituisce ai cronisti senza aggiungere altro. D'altra parte Fini non nasconde di essere sempre stato contrario alla candidatura dell'editore: già ieri uno dei dirigenti di via della Scrofa ammetteva: "Noi non lo vogliamo, l’ha scelto Berlusconi". Dopo la smentita di Ciarrapico il numero uno di via della Scrofa si è comunque detto soddisfatto: "E' stato molto, molto opportuno che sgombrasse il campo da polemiche che avrebbero avvelenato la campagna elettorale. Sono lieto che è stato molto netto nel dire che le leggi razziali sono state un’infamia e che il passato è stato giudicato dalla storia. Lo avesse fatto prima probabilmente avrebbe risparmiato a tutti le polemiche di queste ore".

Bossi: "Faccia un passo indietro" Netta anche la posizione del Senatùr che condanna categoricamente le esternazioni dell'editore. "È opportuno che Ciarrapico faccia un passo indietro se non vuole danneggiare la coalizione", ha dichiarato il leader della Lega, Umberto Bossi.

Bufera nel Pdl "Sono incompatibile con chi rivendica il fascismo: chi ha letto i miei articoli e i miei libri conosce la mia battaglia contro ogni totalitarismo e antisemitismo: se incontrerò Ciarrapico gli dirò ciò che penso da sempre". Fiamma Nirenstein commenta duramente le esternazioni di Ciarrapico: "Ho visto Fini con la Kittah chiedere scusa a Gerusalemme per quanto è accaduto, ho potuto valutare bene il suo coraggio. Certamente nel Pdl esistono differenze di posizione, tuttavia lo stesso si può dire nel Pd se pensiamo alla coesistenza di Pannella con chi porta il cilicio". Più cauto Paolo Bonaiuti, portavoce del leader del Pdl Silvio Berlusconi, infastidito dall'attacco di Franceschini: "Siamo stufi di loro, di una sinistra che dà giudizi sugli altri. Alla sua presunta superiorità morale non crede più nessuno. È ora che la smettano".

Ciarrapico: fedele alla democrazia "Il testo dell’intervista pubblicata oggi sul quotidiano La Repubblica non corrisponde al mio pensiero. Il fascismo appartiene al nostro passato e il giudizio su questo periodo drammatico della nostra storia è bene che sia lasciato agli storici". Precisa dopo ore di polemiche Ciarrapico in una nota: "Per quanto mi riguarda, non ho mai nascosto la mia giovanile adesione ad esso, al pari di tanti illustri italiani, ma al tempo stesso ho sempre espresso la mia netta riprovazione e condanna, qualunque sia stata, per la perdita della democrazia e ancora di più per le discriminazioni razziali". "Io e la mia famiglia - conclude, quindi, la nota diffusa dall'editore - ci siamo sempre onorati di aver assistito nella latitanza nel 1944 una delle più importanti famiglie israelite in Roma". "Sono un cittadino fedele della Repubblica italiana e quindi della democrazia che la regola, spero solo che le riforme istituzionali richieste dal precedente governo Berlusconi, e bocciate dallo strumentale referendum dell’epoca di Prodi, la migliorino". Afferma ancora. L’editore ribadisce intanto di restare al suo posto nella lista del Pdl, "candidato per il Senato nel collegio del Lazio" e sostiene di aver "largamente chiarito" la realtà del suo pensiero.