Io, sacerdote, sui rifiuti non assolvo gli amministratori

Sono parroco al Rione Don Guanella (Miano - Secondigliano) originario di un paesino situato sulla linea di confine delle province di Napoli e Avellino. Scrivo in riferimento ai fatti di Ariano Irpino, oltre che all’affermazione del presidente del Consiglio, che ha definito il comportamento di 600 abitanti di Ariano un atto di inciviltà. Mi dispiace per il brutto quarto d’ora vissuto dal dottor Bertolaso ma è pure importante mettersi un tantino dalla parte di queste popolazioni, tenaci, provate da tanti terremoti, amanti e rispettose della natura, gente che sa tenere i paesini come bomboniere e che è stufa di subire angherie e cattiva amministrazione. Non ho letto da nessuna parte che il professor Prodi abbia richiamato coloro che hanno governato la Campania in questi ultimi 10 anni e che di fatto sono la causa principale del degrado di questa mia bella terra. Altrove con i rifiuti si produce energia elettrica (Milano, Brescia e altre città europee), invece dalle mie parti la terra fertile e ubertosa è diventata una discarica a cielo aperto per colpa della camorra e degli amministratori. Il risultato è che nell’Agro Acerrano e Nolano (quello mio), il tasso dei casi di tumore è il più alto d’Italia. Caro professor Prodi, questo è il vero atto di inciviltà: non pensare alla salute della gente e non salvaguardare la natura. A Bertolaso consiglierei di dimettersi e lasciare che i responsabili di questo degrado e di questo disastro si assumano le proprie responsabilità e conseguenze.