«Io, sequestrata per due ore tra droga, insulti e violenze»

Ho acquistato un biglietto con prenotazione per il treno IC520 in partenza alle 9.24 da Napoli e arrivo alle 17 a Genova Brignole. Al mio arrivo alla stazione di Napoli ho notato gruppi di tifosi e schieramenti di polizia. Verso le 9 è stato dato annuncio che il treno sarebbe partito dal binario 24 invece che dal 15. Tutti i passeggeri come me si sono diretti al binario, che era già assediato dai tifosi (loro avevano saputo quale sarebbe stato il binario prima che fosse dato l'annuncio). Noi regolari passeggeri siamo stati invitati dalle forze dell'ordine a prendere posto. Così ho preso posto nei sedili da me prenotati, ed è iniziata l’attesa. All’ora fissata per la partenza è stato annunciato un ritardo di 30 minuti. Da quel momento in poi nessuno ha più informato noi passeggeri di nulla; il treno ha iniziato a riempirsi di tifosi intenti a bere alcolici, fumare stupefacenti, battere contro le pareti, urlare insulti e porcherie varie. La maggior parte di questi personaggi aveva aste e tubi, che immagino dovessero essere usate come aste di bandiere, ma di cui si faceva tutt’altro uso. Quando il treno ha incominciato a non poter più contenere persone, i tifosi hanno radunato noi viaggiatori legittimi stipandoci in 8 o 10 negli scomparti. A quel punto era impossibile per le persone normali che erano rimaste intrappolate sul treno uscire dagli scomparti, perché il corridoio era impraticabile. Io oltretutto viaggiavo con mio figlio di 8 anni. Siamo rimasti letteralmente imprigionati, fermi su un treno in mano agli ultrà, per più di due ore, senza che ci fosse la minima comunicazione su cosa fare. Poi un capo tifoso ha detto che il treno era tutto loro e che dovevamo scendere. Non mi soffermo sui dettagli di quella che è stata la discesa dal treno e il passaggio tra i tifosi che affollavano il marciapiede, solo ringrazio molto il poliziotto che ha lasciato il suo posto e ha preso in braccio mio figlio portandoci fuori dalla calca. Dopo di ciò, siamo stati dirottati su un Eurostar, che ci è stato detto potevamo prendere fino a Roma anche se sprovvisti di biglietto. Tutti quelli che han potuto son saliti e ogni spazio è stato occupato, persino il bagno. A Roma siamo stati indirizzati su un altro treno che era già carico di viaggiatori, e così è diventato un altro carro bestiame. Alle 19 circa son finalmente arrivata a Genova decisa a fare domanda per farmi rimborsare almeno il biglietto. Risposta: «Il ritardo non è imputabile a Trenitalia ma a cause di ordine pubblico quindi niente rimborso». Che schifo.