«Io sindaco, Veltroni non è un leader»

(...)Io lo avevo avvertito dello scempio di cui si è reso artefice». Bando alle titubanze, Quel «ci sto pensando seriamente» diventa una certezza. Nella corsa per il sindaco capitolino «mi candiderò con il Fronte della libertà, perché Roma ha bisogno di Sgarbi e di chi come me ha rispetto per l’arte e la cultura». Un’anticipazione rivelata dal sito del giornalista Pierluigi Diaco (www.diacoblog.com). Il Fronte della libertà, assicura, «sarà una costola del Popolo della libertà di Silvio Berlusconi, saremo accanto con le nostre idee e le nostre proposte, che hanno una visione laica, liberale e libertaria della vita». Precisa che il Fronte della libertà «non è un partito, ma la sintesi della mia esperienza politica degli ultimi 15 anni. Le mie liste hanno avuto successo in tutta Italia, è venuta l’ora di un progetto che faccia la sintesi».
E inizia la sua personale campagna al «massacro» del sindaco in carica, sostenendo che Veltroni «manca di carattere, è gentile ma inadatto a fare il leader di un grande partito. Non mi ha mai convinto, non convince nessuno, non vuole essere mai niente. E infatti non è mai abbastanza». Entusiasta dell’idea il capogruppo della Lega Matteo Salvini: «Gli raccolgo le firme e gli do 100 euro, purché se ne vada sotto er cupolone. È il posto adatto a uno come lui».