Io, single incallita devo il successo anche alla mia 46

Sarda, mora, mediterranea, Geppi Cucciari interpreta sul palco di Zelig la single per eccellenza, alle prese con uomini impossibili e inafferrabili. Sul mondo delle trentenni eternamente a dieta e del tutto anti-dive ha anche scritto un libro, Meglio donna che male accompagnata. E di fatti lei stessa, più che su bellezza e apparenza, punta su ironia e talento. Non a caso fa parte del cast del nuovo film di Verdone, Grande grosso e Verdone in uscita a marzo del 2008.
A cosa è dovuto il successo del suo personaggio?
«Ma io non recito un personaggio! Sono io, salgo sul palco, faccio un monologo e piaccio e diverto per quello che dico».
Si è mai posta il problema della bellezza?
«Già mi dovrei offendere, visto che mi chiamate in causa sull’argomento... Però ammetto che sì, effettivamente sono una che punta su quel fascino che non sfiorisce».
L’aspetto non conta?
«Nella mia carriera di attrice non mi è mai capitato di essere troppo bella o troppo brutta per un ruolo. Sono, diciamo, in quella terra di mezzo in cui mi trovo molto bene».
Mai sognato di interpretare una bellissima?
«Non mi sono mai posta il problema. Si possono avere tante doti diverse dall’essere taglia 40 e pesare 50 kg».
Non è anche lei come tutte in lotta con la bilancia?
«Sono una 46 orgogliosa e rassegnata. Diete ne faccio, ma solo perché dopo i 30 anni il corpo di una donna va verso la rovina. Di certo non è mia intenzione diventare snella. Sono e rimango una buongustaia: meglio una cena in più che una in meno».