«Io soccorrevo la moglie, lui si è sparato»

Ancora gravissime le condizioni della donna. Il marito soffriva da tempo di crisi depressive

«Quando sono entrato ho subito visto la donna accasciata a terra, nel sangue - racconta il custode -. Il marito era in piedi accanto a lei, nell’ingresso. Gli ho detto: "Ingegnere, si allontani", perché volevo soccorrere la moglie. Non sapevo dove l’avesse colpita. Ho cercato di tamponare il sangue. Ed è stato in quel momento che ho sentito lo sparo. Doveva avere l'arma di là, nello studio. Perché quando sono entrato sono sicuro che non avesse niente in mano». Attimi di paura: «La signora ha detto di avere sete, io le ho dato l'acqua. Poi sono arrivati i soccorsi».
La coppia divideva la casa di via Borgogna 7 da circa 15 anni, cioè da quando lui, ingegnere titolare di un’azienda specializzata nel trasporto di materiali gassosi, aveva divorziato dalla prima moglie per sposare la Tencalla, allora sua segretaria. L’uomo, però, ultimamente soffriva di acute crisi depressive. Una delle due figlie avute dalla prima moglie, infatti, era morta per un tumore e la sofferenza lo portava a litigare spesso con l’attuale compagna. Litigi che terminavano sempre con la stessa minaccia: «Prima o poi ti ammazzo».
E l’altra sera Caimi ha messo in atto il suo proposito. La coppia ha il solito violento alterco, la donna preferisce far placare gli animi e, pur di uscire, prende il cane al guinzaglio per portarlo a fare una passeggiata. Prima però la poveretta passa in cucina dove viene raggiunta dal marito armato di una pistola. Caimi esplode un solo colpo che raggiunge la moglie a un fianco; lei non cade e riesce addirittura a chiamare il custode al telefono: «Mio marito mi sta ammazzando».