«Io sono per la Chiesa dei poveri, non del potere»»

Caro amico, scusi il ritardo; ma non vorrei deluderla con la mia risposta. Oggi non si tratta di scrivere «Viva Gesù», quando nel nome del Cristo si è sparso sangue in due guerre e se ne prepara una terza. La Chiesa, o meglio la potenza politica della Chiesa, è sulla riva opposta di dove i poveri continuano a chiedere misericordia. E noi ci accontenteremmo soltanto di parole di preghiera, di consenso alla divinità (consenso che non manca certo nemmeno nell’uomo moderno) invece di uscire dalla nostra consueta solitudine? Il nostro dialogo sarebbe lungo; ma non mancherà l’occasione per chiarire la mia posizione nella società contemporanea. Mi creda, con molti cordiali saluti,

suo S. Quasimodo, 13 giugno 1951