Io, telecronista per caso, alla pazza festa del football

di Roberto Gotta
Questa sera su Rai2 a mezzanotte e un quarto, dopo la Domenica Sportiva e il Tg della notte, c'è il Super Bowl in diretta da Tampa, Florida. Tutto normale, no? Un corno. Il Super Bowl mai era andato sulla Rai, che ha acquistato l'estate scorsa i diritti per la stagione NFL 2008 trasmettendo su RaiSportPiù (satellite e digitale terrestre) due partite la settimana e tutti i playoff, ed è ora in avanzate trattative per rinnovare l'accordo per il 2009, con un occhio ad una collocazione oraria migliore (si parla di due dirette per ogni giornata di campionato). Come mai questa enfasi? Semplice: perché, passando ad un piano più personale, di un imbarazzante e corposo conflitto d'interessi, dall'inizio della stagione e dunque anche stasera il sottoscritto è la seconda voce delle telecronache ovvero la spalla di Valerio Iafrate, telecronista giovane ma già di lungo corso in vari sport compreso il calcio anche a livello di Champions League. Una coppia estemporanea che ha avuto bisogno di qualche settimana per trovare i ritmi, come è naturale, perché si trattava di coniugare la descrizione delle azioni di gioco con la spiegazione e l'aneddoto. Il tutto complicato dal fatto che le sintesi non hanno fatto perdere un solo minuto di azione ma chiaramente ridotto i tempi morti, quelli nei quali puoi completare l'analisi di quel che è accaduto, arricchita magari da qualche curiosità, delle quali mi sono fatto carico perché seguo il football da quasi 30 anni. Perché trattandosi di uno sport di buon seguito ma non molto conosciuto, e trasmesso su un canale accessibile a molti, è chiaro che non poteva essere seguita la strada del tecnicismo a tutti i costi o del linguaggio criptato e un po' carbonaro per addetti ai lavori (che poi magari si adirano se uno banalizza troppo), ma si doveva cercare di rendere semplice il complicato, accattivante l'astruso, divertente lo sconosciuto. Ancor più questa sera, quando si suppone che il pubblico che seguirà su Rai2 sarà più numeroso del solito e dunque parlare di «naked bootleg del quarterback dopo motion dello slot receiver» senza spiegare di cosa si tratti, o descrivere direttamente in altri termini, sarebbe criminale ancor più che avventato. Tenendo però presente che il quarterback, ovvero il giocatore che lancia la palla, è e resta quarterback anche in italiano, e così anche altre denominazioni di ruoli come i tackle sia in attacco (estremo della linea che protegge il quarterback per permettergli di lanciare, o apre la strada alle corse "alla mano" del running back) sia in difesa (più o meno gli uomini che si oppongono ai loro quasi omonimi). Per cui una minima dose di linguaggio tecnico è richiesta.
In settimana da Tampa sono stati trasmessi due servizi al giorno per i vari telegiornali, e con essi si è cercato di accompagnare lo spettatore all'evento/partita (per cui su RaiSportPiù il collegamento inizierà dalle 22): qui l'impegno della Rai, che avrà sorpreso molti visto che si tratta di football, è stato testimoniato dalla nutrita presenza in loco.
Avendo visto un buon numero di Super Bowl mi sono impegnato e divertito a fare da guida tra i vari eventi, ma in realtà gli argomenti della sfida tra Arizona Cardinals e Pittsburgh Steelers erano e sono tanti a prescindere dalla conoscenza del passato, a partire dal duello tra i due quarterback già vincitori di un Super Bowl, il più spettacolare e produttivo Kurt Warner dei Cardinals e il più giovane ed estemporaneo Ben Roethlisberger degli Steelers. C'è anche l'effetto della crisi economica, con annullamento di tante feste, difficoltà della NBC a vendere gli ultimi due spazi pubblicitari (30" a 2.9 milioni di dollari) ancora due giorni fa, riduzione del numero di dirigenti che alcune azienda mandavano in gita premio e presunto calo dei consumi (pasti, souvenir) dei tifosi arrivati in città. Poi però capita di infilarsi in un ristorante e scoprire che al tavolo accanto stanno cenando Pat Riley, coach sei volte campione NBA, e Cal Ripken, recordman di presenze consecutive nel baseball, e allora il Super Bowl torna ad essere il Super Bowl. In diretta Rai, però.