«Io, travolto dai soldi facili dei cavalli»

Marco Baldini, spalla radiofonica di Fiorello: «Ho cominciato con 100 lire»

da Milano

Marco Baldini è «il giocatore». Marco Baldini, spalla di Fiorello nel programma radiofonico Viva Radio2 racconta la sua vita. È la vita di un giocatore d’azzardo, è la vita di un uomo che ha passato molto tempo nelle sale scommesse o sui tavoli da poker. Baldini la sua storia l’ha raccontata in un libro: il Giocatore (Baldini Castoldi e Dalai editore). Un giorno - ha detto Baldini - «mi urlarono in faccia di scavarmi la fossa. Una buca dove sotterrarmi. Una volta ammazzato. La scampai solo per caso e in quel momento presi la mia decisione. Basta con quella vita, con il gioco, con gli strozzini e con i debiti. Perché tanto, con l’azzardo, non si vince mai. Giochi, perdi e giochi di nuovo perché ti vuoi rifare. Invece affondi nelle sabbie mobili, sempre di più. Quella notte però non fu solo la paura a farmi dire basta. Fu lo schifo per come ero ridotto».
Marco Baldini ha 46 anni e una voce da fiorentino. In radio lavora da molto tempo, eppure in un periodo della sua esistenza sembra che il microfono era solo l’intervallo tra una giocata e un’altra. «Io non ho mai cercato l’adrenalina e per me era solo la scorciatoia per arrivare presto alla ricchezza e al successo».
La chiama scorciatoia. Gli è costata tre milioni di euro. Buttati. Li ha spesi poco a poco, sempre nella speranza di recuperare quelli persi la volta prima. Dieci anni tra ippodromi, sale scommesse e casinò veri o improvvisati. Ha rischiato la vita, perché quella volta che gli dissero di scavarsi la fossa, gli strozzini volevano farlo fuori. Ha giocato tanto. Troppo. «Fino al degrado. E solo allora sono riuscito a uscirne».
Baldini ha cominciato presto a giocare: «Tutto è cominciato quando avevo 12 anni, era il 1972. Mi fece cominciare un un certo Cosimo che faceva l’elettrauto e aveva un paio di edicole anche se oggi ha perso tutto al gioco. Mi portò in un’agenzia ippica. Quel giorno in dieci minuti, con 100 lire ne vinsi 600. Mi sembrò il modo migliore di fare soldi presto».
La cosa pericolosa per Baldini è rifarsi: «Per anni ho pensato solo al gioco. Per me era un secondo lavoro, con orari precisi. Dalle sette alle dieci del mattino ero in radio. Alle due e mezzo del pomeriggio ero già all’ippodromo o all’agenzia ippica. Giocavo per ore e perdevo. Perché al gioco non si vince mai e, quando succede, è come aver preso soldi in prestito, che poi devi restituire con gli interessi. Insomma, vince solo il banco. Sempre e comunque».