«Io, uomo da marciapiede»

Gian Luca Fois, 45 anni, dipendente di banca, è in corsa per il consiglio comunale con la Lista Biasotti che appoggia Enrico Musso sindaco. Signor Fois, perché votare Musso e non la Vincenzi?
«Perché Enrico è una persona di qualità, è preparatissimo in due settori chiave per la città: porto e trasporti. Ed è un uomo onesto».
Perché votare Fois?
«Perché ho tanta voglia di fare il consigliere comunale. Di prendermi a cuore i problemi della città. Come slogan nel manifesto ho scelto: Genova nella mente, i genovesi nel cuore. Riassume bene le mie ansie e le mie idee».
Quali sono le ansie?
«Vorrei una città più propositiva. Dobbiamo proporre soluzioni, non subirle. A partire dal porto».
La sua ricetta per Genova in dieci parole.
«Più infrastrutture, più porto, più economia».
E la cultura?
«Genova deve saper vendersi meglio, in tutti i campi. Ha monumenti meravigliosi, ma per attirare i turisti serve un progetto, non basta ragionare alla giornata».
La Cdl vince e lei diventa assessore. Qual è il suo primo intervento?
«Mettere mano ai quartieri. Pericu li ha abbandonati, bisogna garantire sicurezza, pulizia e cura dei giardini».
Che cos’altro è mancato in questi anni?
«I politici hanno parlato tanto e fatto poco. Con i cittadini, invece, serve più dialogo e confronto. Vanno coinvolti, devono sentirsi parte di un progetto, non parcheggiati in città».
Che cosa significa in concreto?
«Pensiamo al Waterfront di Renzo Piano, un progetto che riguarda l’intera città. È una buona base da cui partire, ora però deve iniziare il confronto con i cittadini».
Chi è più in difficoltà oggi a Genova?
«Gli anziani e soprattutto i giovani, che qui non trovano lavoro. È una cosa che mi fa venire i brividi, si deve reagire subito».
In che modo?
«Dobbiamo essere più orgogliosi della nostra identità, Genova ha un ruolo importante in Italia per l’economia, la cultura e anche per lo sport».
Genoa o Samp?
«Questo non lo posso dire. Per ora».