«Io uomo del Pd dico ai giovani di non ripetere errori del passato»

Roma«Spero sia solo un episodio isolato, perché se i gesti di teppismo diventassero la cifra di questo movimento lo porterebbero rapidamente al dissolvimento». È preoccupato per gli scontri avvenuti a Roma durante il corteo studentesco, il consigliere veltroniano Giorgio Tonini, e a nome del Pd lancia un «appello» a «non ripetere gli errori pagati cari in altre stagioni».
E come si fa ad evitarlo, senatore Tonini?
«Occorre lavorare per uno sbocco positivo della proposta, e perché il movimento accetti la sfida del confronto. È proprio questo uno dei motivi per cui abbiamo lanciato un referendum sulla riforma Gelmini: per tenere questo movimento su un terreno di proposta democratica, di confronto civile e costruttivo. Sarebbe una sciagura se un movimento pacifico e utile, che rappresenta le ansie di una generazione che si sente deprivata del proprio futuro, finisse per dividersi tra una maggioranza delusa che torna rassegnata a casa e una minoranza che fa parlare di sé solo per la violenza o il teppismo da stadio».
Gli incidenti sono scoppiati proprio nel giorno in cui il ministro Gelmini ha fatto un passo indietro e aperto al confronto. Come giudica il Pd questo cambio di marcia?
«Non si può non apprezzare questa scelta del ministro e del governo. Erano partiti col piede sbagliato, nel metodo e nel merito: non si può procedere per decreti legge su una materia che dovrebbe essere più bipartisan possibile, se si vuole affrontare davvero il problema e uscire da errori annosi che si sono accumulati per colpa di entrambi gli schieramenti: ogni volta che arriva un nuovo governo si fanno riforme della scuola a maggioranza, salvo poi cancellare tutto quando arriva un altro governo e ricominciare da capo. Dunque apprezzo che la Gelmini abbia riconosciuto lo sbaglio e lo abbia corretto, riaprendo il confronto».
E sulla riforma scolastica?
«Sarebbe opportuno che si cercasse un nuovo dialogo pure su quel fronte. Anche se in Senato, che sta discutendo alcuni aspetti finanziari, qualche segnale di ravvedimento del governo c’è».
E il Pd è disponibile a collaborare alla riqualificazione della spesa per l’istruzione?
«È sbagliato impostare tagli orizzontali, metodo sempre seguito dai governi fin dai tempi di Rumor, e sempre fallimentare. Consiglio a Tremonti di riprendere il lavoro iniziato da Padoa Schioppa per analizzare la spesa pubblica e tagliare con il bisturi e non con l’accetta: è una strada più lunga, ma più efficace. E se non lo può fare il governo Berlusconi, con la sua maggioranza e le sue ambizioni di legislatura, chi potrà mai farlo? Noi siamo pronti a fare la nostra parte in Parlamento, a partire dalla comune consapevolezza che il sistema formativo ha bisogno di riforme profonde e di lungo respiro».