«Io vincitore? No, quel che conta è incassare di più»

Emanuele Fiano </B>«Dopo le tante modifiche, noi dell’Unione chiediamo una nuova delibera

«Io vincitore? Non lo so, ma evidentemente le cose che ho detto avevano un certo fondamento». Bruno Tabacci, commissario Udc e presidente della commissione Attività produttive della Camera di politica ed economia ancora una volta dimostra di capirne un bel po’. E al consigliere azzurro che cerca di incassare dicendo che quelle modifiche le voleva anche Forza Italia saetta deciso: «Forse le avevate tutte dentro. Ci voleva qualcuno che ve le facesse venir fuori».
Onorevole Tabacci, ma a queste condizioni si trova ancora qualcuno disposto a comprare?
«Bisogna collocare con tutte le cautele del caso. Non dobbiamo pensare all’acquirente, dobbiamo pensare a non svendere».
Allora si è convinto, asta e non più Borsa?
«La Borsa era la via maestra. Se non si vuole quotare allora ci vuole una perizia vera».
Quella di Paribas non è sufficiente?
«La situazione fotografata nel 2001 è profondamente mutata. Se ci affidassimo a Mediobanca, che conosce la realtà milanese e quella di tutta Italia, credo non sbaglieremmo».
Ma non potevate svegliarvi prima?
«La delibera io l’ho vista soltanto quando è arrivata in consiglio. E ho subito fatto le mie osservazioni».
Ma in giunta un vostro assessore l’aveva pur votata.
«La giunta fa il lavoro della giunta, il consiglio quello del consiglio. Altrimenti chiudiamolo e non se ne parla più».
Sicuro che 600 milioni di euro siano pochi?
«Per l’aeroporto di Venezia la base è stata moltiplicata per 12. Se si fa così anche con la Sea possimo arrivare almeno a 750».