Ioffredo, l’«assicuratore» contro scippi e rapine

La candidatura in Forza Italia, racconta sorridendo, gli ha creato qualche contrattempo in famiglia: «Mia moglie è di sinistra, anzi di sinistrissima...». Fabio Ioffredo, 38 anni, in corsa per il consiglio comunale, di mestiere fa l’assicuratore (più precisamente l’ispettore sinistri) e propone: «Assicuriamo gli anziani contro scippi e rapine».
Come è entrato in politica?
«Ero in ospedale con mio padre, malato da anni di Alzheimer. Leggo sul giornale che Forza Italia cerca candidati, il giorno dopo mando il fax, faccio il colloquio e inizia un’avventura faticosa ma bellissima».
Per cosa si batterà in caso di elezione?
«Prima di tutto per i disabili. Il Comune dà dei non servizi, la burocrazia delle Asl è assurda. Per non parlare dei marciapiedi».
A cosa si riferisce?
«Sono cresciuto a Sampierdarena e vivo a Sestri. Ci sono quartieri costruiti 50 anni fa, chi ci abitava allora aveva trent’anni ma oggi ne ha 80 e sui marciapiedi è impossibile andare in corrozzella».
In periferia si vive male?
«Non lo dico solo io, ma anche la gente che incontro e mi racconta che è pentita di aver votato una vita a sinistra. A Sestri nei cassonetti vicino ai mercati non rovistano solo i senzatetto, in via Rolando ho assistito a una rissa fra trenta ragazzini con scene da guerriglia. A Sampierdarena gli anziani vengono regolarmente scippati e picchiati».
Si potrebbero assicurare, allora?
«Esistono delle assicurazioni contro scippi e rapine. Il Comune potrebbe farle a chi ha più di 70 anni».
Che cosa dice della Gronda di Ponente?
«Sto con i miei vicini di casa che rischiano di vedersi abbattere le case per far posto al nuovo ponte. Però dico che è inutile opporsi alla distruzione, meglio battersi per avere case buone in posti dignitosi».
Che cosa manca a Genova?
«Persone che sappiano gestirla. Ho lavorato 14 anni a Milano e ho visto la differenza. Da noi il turista che arriva la domenica trova il deserto».
Ce la farà Musso?
«Vorrei che ce la facesse, è veramente bravo. Qualche sera fa è venuto di persona alla serata elettorale che avevo organizzato con gli altri sei candidati del mio gruppo, mantenendo una promessa fatta all’inizio della campagna elettorale. Ai genovesi dico: date a Muso e a tutti noi una possibilità».
Sua moglie cosa dice?
«Mi sostiene più con il cuore che con la razionalità. Anche lei però riconosce che Musso è uno serio, che non dà risposte “politiche” come la Vincenzi».