Iozzo: «Superbanca? Torino già premiato»

«Prossimo obiettivo il Mediterraneo». La vendita delle filiali coprirà i costi

Massimo Restelli

da Milano

A un capo della fune la coppia Santander-Compagnia di Sanpaolo, all’altro il vertice dell’istituto di Piazza San Carlo: a Torino non si placa la prova di forza per mutare l’architettura finanziaria che porterà all’integrazione con Banca Intesa. Un’eventuale revisione del concambio potrebbe essere giustificata «solo a seguito di elementi straordinari», è intervenuto Alfonso Iozzo, ricordando come anche l’advisor Citigroup lo abbia ritenuto «adeguato. Anzi, a premio» per Torino.
Parole, quelle dell’ad del Sanpaolo, probabilmente il primo ad aver accarezzato l’idea di gettare un ponte verso Milano, che si trasformano in una zavorra per le aspirazioni del Santander. A Madrid si respira infatti la convinzione che i soci di Piazza San Carlo siano stati penalizzati visto che, come ricostruito ieri dal Giornale, il piano industriale predisposto dal direttore generale Pietro Modiano prometterebbe di fare lievitare del 30% il valore del gruppo nell’arco dei prossimi 18 mesi. Differenza che il gruppo di Emilio Botin pare intenzionato a reclamare, facendo perno sui malumori emersi all’interno della Compagnia di Sanpaolo, dove i «dissenzienti» si sarebbero spinti a mettere in dubbio i poteri di rappresentanza esterna del presidente Franzo Grande Stevens. Lunedì è atteso il comitato di gestione della Compagnia (cui farà capo il 7% di San-Intesa) e il presidente della Fondazione Carisbo, Fabio Roversi Monaco, ha già mostrato le proprie remore, ma l’intervento di Iozzo ha aiutato a stemperare le tensioni in Piazza Affari. Dove, dopo uno strappo iniziale, Sanpaolo (più 0,9% a 16,005 euro) e Intesa (più 1,6% a 5,072) hanno comunque chiuso su un rapporto frazionalmente migliore (3,155) rispetto al concambio fissato sabato a 3,115 titoli contro uno. Forse perché, anche la Cassa di Padova e Rovigo ha assicurato il proprio assenso solo dopo 3 ore di confronto. L’intero progetto, nome in codice «Zodiaco», è stato comunque esposto ieri pomeriggio alla Consob, nel corso di un incontro «tecnico» tra gli uomini di Cardia e alcuni alti dirigenti delle due promesse spose; probabilmente propedeutico alla trasferta romana dell’ad Corrado Passera. Dopo aver sottolineato l’equilibrio a livello di governance, Iozzo ha aggiunto dettagli sulle prospettive industriali del nuovo gruppo (7 miliardi gli utili al 2009) che punta ora a «concentrarsi nella zona del Mediterraneo». In particolare il Banco Napoli crescerà da 700 a mille sportelli mentre, quanto ai due quartier generali della «Superbanca», a Torino rimarrà «la gestione del risparmio delle famiglie» e a Milano sarà la sede delle attività corporate e di investment banking.
Da risolvere ci sono comunque le sovrapposizioni industriali nella bancassurance, nel risparmio gestito e in termini di filiali. Dalla vendita degli sportelli in eccesso, probabile contropartita per ottenere il via libera definitivo dell’Agricole, secondo alcune stime il nuovo gruppo potrebbe ricavare 1,5 miliardi di plusvalenza con cui ripagare gli oneri della maxi fusione.