Ipa, verso le elezioni tra minacce e veleni incrociati

Mentre la Roma politica brucia, dietro le quinte dell’amministrazione capitolina a tener banco non è il destino di Prodi, ma le vicende che ruotano attorno al consiglio d’amministrazione dell’Ipa, l’istituto di previdenza e assistenza per i dipendenti del Comune. Al consiglio uscente, tirato in ballo da un volantino anonimo sui presunti «compensi d’oro» che sarebbero stati erogati ai membri degli organismi dell’istituto. E al consiglio entrante che sarà eletto a fine mese.
Anonimo nella stesura, il volantino è finito nelle mani dei consiglieri dell’Ipa ancor prima che il Giornale – che l’aveva ricevuto dall’Arvu, associazione dei vigili urbani – ne desse notizia riportando alcune delle cifre che vi erano menzionate. Cifre piuttosto elevate, delle quali alcuni degli interessati avrebbero contestato l’esattezza, al punto che il consiglio direttivo dell’istituto ha dato mandato al presidente di sporgere denuncia contro ignoti. Oggi la questione verrà discussa in un cda che, salvo imprevisti, dovrebbe ratificare il mandato a procedere per le vie legali. Il tutto nell’assordante silenzio del sindaco e dello stesso istituto, che non ha pubblicamente smentito nulla.
Ma la polemica non è destinata ad arrestarsi. Mentre infatti fra gli interessati c’è chi smentisce (fuori dai microfoni) le cifre dei presunti compensi di consiglieri, dirigenti, revisori e consulenti dell’Ipa, il Giornale ha potuto visionare ulteriore documentazione pervenuta all’Arvu «con delle dichiarazioni – dice il presidente Mauro Cordova – che, se necessario, sono pronto a riferire a un magistrato». Dichiarazioni che ne attesterebbero l’attendibilità, sulla quale naturalmente noi non siamo in grado di pronunciarci. Quanto al contenuto, tali documenti confermano le cifre riportate nel volantino, specificandole al centesimo: si tratterebbe di importi lordi (segue l’indicazione della detrazione Irpef, dell’imponibile fiscale e dei contributi Inps), riferibili ai Cud emessi nel 2006 per i redditi 2005, per un totale lordo di oltre un milione di euro. Saperne di più non è facile: i numeri dell’istituto forniti dallo 060606 squillano spesso a vuoto, e le pagine dedicate all’Ipa sul sito web del Comune di Roma sono quasi tutte bianche. Cosa che, ad esempio, non consente di sapere se gli importi – qualsiasi essi siano – sono dovuti a compensi fissi stabiliti per statuto, o all’accumulo di gettoni di presenza.