Ipoteca sulla casa per 1500 euro di debiti

Michela Giachetta

Se siete in debito con l’amministrazione comunale a causa di un divieto di sosta o di un ritardo sul pagamento dell’Ici per una cifra che supera i 1.500 euro, sappiate che potreste vedervi ipotecata la casa. A Frosinone la cifra si abbassa a 300 euro, mentre gli abitanti di Reggio Calabria, Napoli e Caserta sono più fortunati: prima che sull’immobile sia iscritta un’ipoteca, il debito con il Comune di appartenenza deve superare gli 8mila euro. Andrea Augello (An), vicepresidente del Consiglio regionale, che ritorna a parlare di abitazioni ipotecate dalle esattorie comunali, facendo un confronto fra Roma e le altre città italiane. «Il Campidoglio - dice - si è addirittura inventato un obbligo derivante dalla legge nazionale ad ipotecare le abitazioni dei cittadini, per morosità di qualche centinaio di euro. Ecco invece come dovrebbero stare le cose». Prendiamo il dato riguardante le ipoteche sulle case dei cittadini residenti nella capitale in ritardo con i pagamenti di tributi dovuti al Comune: «Sono in tutto 23mila - sostiene Augello - e, tra questi, 17mila per multe arretrate e poco meno di 6mila per i ritardi nel pagamento di Ici ed ex Tarsu (tassa sui rifiuti solidi urbani)». Augello prende poi in mano la normativa in materia e ne legge il testo: «La legge prevede che il concessionario (colui al quale il Comune ha affidato il compito di riscossione dei tributi, ndr) può procedere all’espropriazione immobiliare se l’importo complessivo del debito per cui si procede supera complessivamente gli 8mila euro». Tradotto significa che, oltrepassata quella cifra, il concessionario può procedere tanto al pignoramento mobiliare, quanto all’iscrizione di ipoteca sugli immobili. «È evidente - spiega Augello - che i concessionari non hanno alcuna giustificazione nell’attivare solo il secondo strumento quando gli importi da recuperare siano al di sotto di una cifra minima che giustifichi il ricorso all’ipoteca». Sottolinea inoltre come «i concessionari si comportino diversamente: a Napoli la cifra minima che giustifica il ricorso all’ipoteca è pari a 8mila euro, a Chieti, Pescara e Teramo si scende a 3.500, mentre nella capitale bastano 1.500 euro di pagamenti arretrati di tributi dovuti al Comune per far scattare l’ipoteca». Augello chiede quindi al Campidoglio di rivedere «la giungla normativa». «Il Comune ha a disposizione degli strumenti per poter intervenire - afferma Augello -. Ma a oggi non esistono lettere né del sindaco né degli assessori che chiedono conto del comportamento dell’esattoria del Comune (che è il Monte dei Paschi di Siena). Per l’esponente di An, «il ricorso all’iscrizione di ipoteca deve tornare a essere una risorsa estrema e non uno strumento da applicare per soli 1.500 euro. Sarebbe già un passo avanti adeguarsi agli standard di Napoli di 8mila euro». Nell’attesa di una risposta da parte del Comune, Augello è pronto a presentare un’interrogazione al Senato e a dare il via a una campagna informativa per avvertire i cittadini e fornire loro un eventuale supporto legale.