«Ipotesi su Maria» Un libro racconta i casi più clamorosi

Vittorio Messori spiega le ragioni di un fenomeno su cui ha indagato a lungo

Quello riconosciuto ieri a Salerno è il sessantasettesimo miracolo ufficialmente attribuito all’intercessione della Madonna di Lourdes. Nella cittadina francese sui Pirenei è in funzione un «Bureau medical» che si riunisce periodicamente per prendere in esame le tante segnalazioni di grazie pervenute. L’esame è severissimo ed è per questo che a fronte di migliaia di segnalazioni fino a oggi meno di settanta hanno ottenuto crisma dell’ufficialità. Dopo l’esame del Bureau, i casi dichiarati straordinari vengono rimessi all’autorità del vescovo della diocesi di origine del miracolato, l’unico tenuto a proclamare l’autenticità del miracolo. Per la signora Anna Santaniello sono passati ben 53 anni prima che la guarigione sia stata riconosciuta dalla diocesi di Salerno e annunciata nel corso dell’assemblea del Segretariato pellegrinaggi italiani, l’organismo che raccoglie i vari gruppi di volontariato che si dedicato all’organizzazione dei viaggi della speranza nei santuari, come ad esempio l’Oftal e l’Unitalsi.
Alcuni dei più clamorosi e commoventi casi di guarigione sono descritti nel libro di Vittorio Messori «Ipotesi su Maria» (edizioni Ares, pp. 544, 18 euro), un corposo volume che raccoglie le ricerche del noto scrittore sulla figura della Vergine. Molto spazio, nel libro, ha il fenomeno di Lourdes, che Messori ha indagato a lungo. Lo scrittore si sofferma sul caso emblematico di un contadino di Casale Monferrato, Evasio Ganora, nato nel 1913. All’età di 36 anni fu colpito dal morbo di Hodgkin, la «linfogranulosi maligna». Gli vennero date poche settimane di vita. Nel giugno 1950, Ganora arrivò a Lourdes in barella con un treno dell’Oftal. Durante l’immersione di sentì «colpito da una scarica elettrica, come una corrente caldissima attraverso tutto il corpo». Una guarigione «immediata e radicale», come sancirono i medici. Il miracolo venne proclamato nel maggio 1955. Tutto era pronto perché nel 1958 il nuovo miracolato partecipasse alle celebrazioni per il centenario delle apparizioni. Invece, nel dicembre dell’anno precedente, mentre era al lavoro sui campi, Ganora cadde e fu travolto e ucciso dal trattore che stava guidando. Messori commenta: «Non c’è risposta, ovviamente, alle molte domande che si affollano, Non c’è se non nella rimeditazione della parola di Dio riferita dal profeta: “Le vostre vie non sono le mie vie”. Del resto nessuno ovviamente può ignorare che non solo il Ganora, ma tutti coloro che sono stati sanati nel corpo a Lourdes sono morti o moriranno, anche se per mali diversi per i quali si erano rivolti all’intercessione di Maria».
«Se il caso del nostro contadino colpisce in modo particolare - conclude Messori - anche tutti gli altri obbediscono alla legge della vita, che non conosce alcun “lieto fine”, poiché una fossa attende tutti al termine più o meno lungo - ma sempre provvisorio - soggiorno tra i vivi».