Ippica Gli attacchi in tv: caso oppure strategia?

Non vorrei sembrare pessimista né un dietrologo, ma mi pare di rilevare una serie di curiosi movimenti intorno all’ippica che magari non hanno una chiara matrice e strategia, anche se non si riesce a capirne sino in fondo il senso e gli obbiettivi. Ci riferiamo innanzitutto alla presentazione di un progetto di riforma dell’Unire attraverso una privatizzazione. Un'iniziativa del tutto estemporanea e inopportuna, soprattutto da parte di un deputato della stessa maggioranza che bene o male si è fatta carico dei gravi problemi del settore pochi mesi fa. Non conosco il progetto di legge e poco mi interessa, ciò che vorrei capire è il perché in questo momento, con un attivissimo ministro come Luca Zaia, ci siano interventi politici «paralleli» e certamente non dallo stesso condivisi. In più alcuni interventi mediatici appaiono molto più preoccupanti del precedente. Venerdì 6 febbraio, durante la trasmissione televisiva «Nulla di Personale»; condotta dal bravissimo giornalista Antonello Piroso sul canale televisivo «La 7», ho ascoltato delle informazioni assolutamente sballate. Un esempio su tutti: si sosteneva che in Italia gli ippodromi sono in numero superiore di quelli francesi. In realtà in Italia gli ippodromi sono poco più di 40, mentre in Francia sono esattamente 234. Molto strano che da un professionista del calibro di Piroso possano uscire inesattezze del genere. Naturalmente il punto centrale della trasmissione era incentrato non solo su questa affermazione, ma sul fatto che il governo aveva destinato risorse ad un settore come l’ippica che non aveva nessun appeal, proponendo a sostegno di questa tesi una specie di statistica sugli spettatori presenti sugli ippodromi, anche questa tutta da verificare e soprattutto da valutare in un contesto di carattere generale e non ridotta ad una semplice divisione tra ippodromi e spettatori. Piroso, dopo aver fatto una descrizione; negativa del settore, in pratica, sosteneva la tesi dell'inopportunità di destinare queste risorse ad un settore quasi in coma, mentre sarebbe stato molto meglio indirizzare questo sforzo da parte del governo verso altri settori più meritevoli e così via. Nella successiva trasmissione di Piroso, andata in onda venerdì scorso su «La 7», è stato dato spazio ad un intervento registrato del ministro Zaia, il quale ha sostenuto a viso aperto la correttezza dell’intervento economico del governo a favore del settore, senza nascondersi dietro spiegazioni fumose, tipiche della vecchia politica, non mancando di fare rilevare che è da otto mesi soltanto che il settore è sotto la sua responsabilità. Quale ulteriore ciliegina mediatica vi è da segnalare l’uscita su un quotidiano sportivo di grande tiratura di una filippica su un presunto via libera all’uso di cocaina come doping ai cavalli, rimarcato più che altro, per la verità, nella titolazione volutamente e gratuitamente scandalistica. Evidentemente l’intervento del governo a favore di un settore come l’ippica disastrato soprattutto a causa di grosse responsabilità di natura politica, non è piaciuto a molti potenti. Mi auguro proprio che non vi sia un nesso con gli episodi che ho descritto: meglio sperare che si sia trattato di una serie di coincidenze (astrali?) sfavorevoli. Gianfranco Fabbri