Ippica, il Consiglio dell’Unire esautorato prima di iniziare

Gli Anni novanta furono caratterizzati da un intervento a gamba tesa della magistratura penale nella politica, con molti e deprecabili eccessi. Si parlò di invasione di campo e di un presunto ruolo di supplenza esercitato nei confronti della politica. Azione giudicata dai più inopportuna. Sono passati oltre dieci anni, ed un altro «intervento», da non sottovalutare, si sta sviluppando. Soltanto che, al ruolo dirompente ed improprio della magistratura penale, si è sostituita una azione mediaticamente più «silenziosa», operata questa volta dalla magistratura amministrativa: i Tar (Tribunali amministrativi regionali) e Consiglio di Stato.
Un nuovo caso di supplenza all’invadenza e incapacità della politica? Di questi giorni l’ennesimo pateracchio del ministro delle Politiche agricole De Castro, nei riguardi dell’Unire (Unione nazionale incremento razze equine), con la nomina di un nuovo commissario al posto dell’attuale Melzi d’Eril, al fine di permettere al subentrante commissario di provvedere alla nomina del Segretario generale dell’Unire, nella persona dello stesso commissario uscente Melzi d’Eril.
Voci autorevoli, tra cui il Mattino di Napoli, accreditano il consiglio Unire, praticamente già in dirittura d’arrivo, mi riesce difficile capire quale sarà lo stato d’animo dei nuovi consiglieri ai quali di fatto è stato precluso il diritto di scegliere, valutare e nominarsi il Segretario generale.
Un trattamento, più adeguato al consiglio di una bocciofila di quartiere.
Interessante poi, conosciuta ufficialmente la composizione di questo consiglio, valutare la «comprovata qualificazione ed esperienza» rappresentata dai tre consiglieri del Trotto, Galoppo e Sella. Dalle prime indiscrezioni parrebbe sufficiente per la «comprovata esperienza e qualificazione», dimostrare di avere utilizzato una carrozzella con cavallo non meno di due volte.
Non occorre la sfera di cristallo per sapere cosa succederà: ricorsi al TAR e l’organo della giustizia amministrativa, considerati i precedenti, in particolare per quanto riguarda il Segretario Generale.
Sull’ex commissario Melzi, ora segretario generale, al tempo della sua nomina, ad una richiesta al TAR, di sospensiva non concessa, con una motivazione della quale vale la pena rivedere i termini: “….Considerato, tuttavia, che non sussiste il requisito dell’attualità del danno grave ed irreparabile, che potrà concretizzarsi unicamente con l’eventuale adozione di provvedimenti, da parte del citato Sig. Melzi d’Eril, quale Commissario straordinario dell’ente medesimo, ritenuti lesivi delle posizioni giuridiche dei ricorrenti,…” Una affilata spada di Damocle pronta a calare!
Una ulteriore mazzata con l’ultima legge Finanziaria: il raddoppio al 20%, dell’IVA, sulle vendite dei cavalli, che graverà anche sul montepremi. Ma il ministro de Castro dov’era? Tanto più che dovrebbe esserne stato a conoscenza dell’emendamento, per averlo firmato. Si era forse era distratto?
In Francia l’IVA (TVA), è al 5,5% per tutte le transazioni sui cavalli, sui premi al traguardo, fatture di prestazioni o altro, nelle transazioni con privati scende al 2,1%. E’ considerata attività agricola.
Forse in Italia, grazie al fattivo interessamento del ministro De Castro senza saperlo siamo passati all’industria!?