Ippica, la legge di riforma è stata una pietra tombale

Nel gennaio 2007, in qualità di consigliere Anact (Associazione nazionale allevatori del cavallo trottatore), alle dichiarazioni senza senso (a ragion veduta), riportate con grande enfasi in consiglio dall’allora presidente (poi dimissionato), sulla tranquillità del nostro futuro, grazie alla lungimiranza dell’operato dell’allora commissario Guido Melzi, oggi Segretario generale dell’Unire, mi sono permesso di essere di avviso completamente opposto. A verbale, ho dichiarato sulla nuova rete di scommesse, che era il punto di forza di Melzi: «...un totale di: 8.077 punti, tra Corner e Agenzie, che dovrebbe entrare in funzione entro 18 mesi dalla assegnazione, praticamente entro il 30 giugno 2008 al massimo. Sostituendo l’attuale rete, composta dalla rete Sisal di circa 19mila punti, e Lottomatica per la sola raccolta della Tris. Oltre alla nuova rete, di 8.077 punti, rimarranno circa 600 Agenzie, comprendenti le storiche e le vecchie ricevitorie Spati, confluite in Match Point. Nella totalità quindi avremo a regime meno di novemila agenzie, in buona sostanza poco più della metà dei punti che avevamo prima. Ulteriori perplessità derivano dai tempi della messa a regime del nuovo sistema, che allo stato prevede la chiusura delle vecchie ricevitorie entro il 30 agosto 2007». (prorogato al 31 dicembre).
Per completare il quadro «euforico», propongo parte della lettera di Guido Melzi in risposta ad una del noto driver Enrico Bellei, pubblicata sullo Sportsman: «Nel mio libro dei sogni c’è un’ippica diversa con molte corse in meno e un montepremi decisamente superiore a quello attuale. Nella realtà dico che sfruttando al meglio quello che oggi ci viene proposto, nel medio termine può tranquillamente arrivare a una crescita dei premi del 40%».
Non amo coloro i quali dicono: l’avevo detto, perché i problemi non si risolvono in questa maniera. Però quando ci vuole ci vuole! Dall’arrivo di Melzi le corse sono aumentate a dismisura, mentre i premi sono sotto gli occhi di tutti. Provate ad immaginare se l’ad di Fiat Marchionne avesse fatto delle previsioni del genere, dove sarebbe andato a finire? Probabilmente ai bagni, da noi invece a 240mila euro l’anno.
In questi giorni di campagna elettorale vi è stata una importante presa di coscienza da parte del Pdl (Partito della Libertà), nella figura del massimo responsabile Sandro Bondi, sulla necessità di modificare l’attuale legge dell’Unire. Mi pare si assista ad una adesione quasi totale da parte di molti del settore, ma il problema però è tentare di capirci per tempo e non ciascuno pensare di modificare la legge a proprio uso e consumo. Nel comunicato di impegno firmato dal Pdl vi è un inciso molto significativo che dice di volere riportare alla centralità del settore l’allevamento italiano in tutte le sue componenti, e a questo mi auguro ci si voglia attenere ove - e speriamo quanto prima - si possa mettere mano a questa infausta legge che ha letteralmente massacrato la parte allevatoria del settore a favore di altre componenti ippiche, quali le Società di corse. Mi ha fatto molto piacere leggere su Trotto Sportsman una lettera del mitico Segretario generale Piero Golisano il quale con grande anticipo si era reso conto della pericolosità insita nella c.d. legge di riforma!