Ippica La politica rimescola le carte

La scorsa settimana avevo argomentato sull’assoluta necessità, da parte del settore dell’ippica, della ricerca di un equilibrio economico all’interno del comparto, da perseguire con tutte le nostre forze. È in fase di approvazione parlamentare, una modifica legislativa che potrebbe garantire all'ippica un sostegno economico soltanto di carattere aleatorio senza nessuna certezza assoluta per il futuro. Non vorrei sembrare pessimista, ma il percorso mi sembra ancora disseminato di trappole. Questa, del resto, è la politica e non possiamo fare altro che subirla e adeguarci. Vorremmo ricordare che ci sono state una serie di buone ragioni alla base dell’intervento governativo di prelievo sulle slots a favore dell’ippica.
Questo invito è rivolto a chi in questo momento ha la responsabilità della guida dell’Unire. Un primo segnale lo si potrà avere dopo che l’Ente avrà provveduto alla stesura del bilancio di previsione 2009, e della relazione programmatica, oltre che alla relazione da presentare alle competenti Commissioni parlamentari di Camera e Senato, entro gennaio. Dalla attenta lettura e analisi di questi documenti, si potrà cominciare a capire se siamo in presenza del solito documento tanto vago quanto irrealizzabile, come molti ne abbiamo già visti oppure davanti ad un documento programmatico serio e condivisibile e, soprattutto, realizzabile in tempi ragionevoli. A questo proposito il presidente del Parimutuel francese Bertrand Bérlinguier, ad una domanda su come ha fatto per ottenere i buonissimi risultati del PMU francese, ha dichiarato: «Il rialzo del prodotto interno lordo delle scommesse unito ad una politica di rigoroso controllo dei costi di gestione, ha portato ad un nuovo incremento della redditività della nostra società a beneficio della filiera ippica, quest'anno ancor di più creatrice di posti di lavoro». In poche parole: occorre agire su due fronti; l’aumento del movimento scommesse e il rigoroso controllo dei costi. Nel periodo delle feste natalizie, in assenza del gioco sportivo (calcio) vi è stata una ripresa di gioco sull’ippica, anche con un numero minimo di ippodromi in attività. Non regge quindi la favoletta, ammannitaci a suo tempo, di fantomatici vantaggi per l'ippica scaturiti dall’introduzione del gioco sportivo negli stessi punti di raccolta del gioco sui cavalli. I nostri più che legittimi dubbi sui probabili danni che sarebbero derivati al settore dalla difficile convivenza erano sacrosanti. O, altra favola per bambini, la teoria cervellotica: più ippodromi in attività più gioco. In Francia arriveranno ai dieci miliardi di movimento scommesse quest’anno con al massimo due o tre campi di corse sui quali giocare. Ultima e amara considerazione: sono trecento i parlamentari di destra e sinistra che hanno entusiasticamente approvato la legge 184, come si troveranno a distanza di due mesi, chiamati ad approvare una modifica su una disposizione di legge, praticamente mai applicata!? Misteri della seconda Repubblica.
gianfranco.fabbri@gmail.com