Ippica, serve la par condicio con le scommesse sportive

Mario Mattii*

La nomina di Guido Melzi d'Eril a commissario straordinario dell'Unire, dopo un «surplace» durato l'intera stagione estiva, giusto il tempo per conoscere i risultati del lavoro della Commissione, istituita dal Ministero agricolo, per monitorare lo stato di salute dell'ente che governa l’ippica, ha dato la stura ad una disputa accesa sulla gestione passata e presente dell'Istituto ad opera del braccio destro del precedente titolare del dicastero agricolo. A quanto pare, sarebbe emerso un quadro molto preoccupante, specie per quanto riguarda la situazione del doping e quella economica, con «allarme rosso» sui conti e grande preoccupazione per il finanziamento dei premi dell'ultimo trimestre 2006 e di tutto il 2007. Dopo l'avvenuta diminuzione di oltre il 10% dei premi al traguardo degli ultimi due anni, s'è drammaticamente ventilato un ulteriore, traumatico taglio del 35%. Una situazione incredibile ed inaccettabile, se si considera che nell'ultimo quadriennio le scommesse ippiche hanno avuto un costante, seppur contenuto, aumento che, per legge (la 169/98), avrebbero dovuto garantire al settore un parallelo incremento delle risorse. Ma qual è la verità? Il conte Melzi trova davanti a sé questa realtà. Gode della fiducia pressoché incondizionata delle categorie, può vantare, nel settore, una esperienza professionale unica e la riconosciuta serietà con cui sa muoversi nelle situazioni più difficili. Il suo primo atto, che sarà il varo del calendario 2007, rappresenta la più scabrosa tappa del suo mandato. Non potrà percorrerla senza la concertazione ed il consenso di tutte le categorie interessate, pena il rischio di un sicuro insuccesso. Proporre, in queste condizioni, una diminuzione del montepremi sarebbe devastante, mentre più percorribile appare la strada di una concordata ristrutturazione del settore. C'è da porsi la domanda: dove cercare nuove risorse? Innanzitutto richiedendo la par-condicio con le scommesse sportive sui prelievi fiscali, con l'applicazione di «scaglioni» predeterminati scalari discendenti anche sul volume delle scommesse ippiche. Poi migliorando in maniera consistente le tipologie di scommesse già esistenti, delle quali si stanno toccando con mano i primi positivi risultati. Né più facile sarà per il Commissario misurarsi con i risultati forniti dalla Commissione ministeriale e con le inevitabili decisioni conseguenti. La sua conosciuta capacità lo porterà a separare le supposte responsabilità dell'Unire, da quelle che riguardano i rapporti, fra loro, dei concessionari, dei Monopoli e dei Ministeri responsabili, sui quali l'Ente non ha nessuna voce in capitolo. Rapporti diretti dell'Unire con i concessionari ippici storici sono, invece, in parte rimasti e di non poco conto. Questo non significa che la collaborazione reale e fattiva con tutti gli altri concessionari, con i Monopoli e, soprattutto, con i Ministeri competenti, debba essere sottovalutata, ben conoscendo quale grande sia l'importanza per la sopravvivenza del comparto. Chi ha seguito il talk show di Vespa dalla fiera di Verona, ha potuto notare alcune cose molto importanti: la prima che, pur tra le diverse interpretazioni espresse a viso aperto sull'utilizzazione dei nuovi corner delle scommesse, si è intravista la possibilità di un accordo tra Unire, Snai, Sisal-Totip, Monopoli ed esponenti politici presenti, per convogliare nuove ed importanti risorse all'ippica. La seconda che Melzi ha trattato l'argomento con assoluta determinazione e conoscenza del problema, facendo intendere che la sua è una posizione di forza, da far valere, sia nel concedere che nel pretendere, sempre attraverso un costante dialogo rispettoso delle posizioni di ognuno. La terza che s'è, finalmente, affrontato con disponibilità il problema della televisione ippica, utilizzando l'attuale canale Unire-Sky, in maniera competente ed educativa, si dà proporre al pubblico ippico, ogni giorno, uno, od al massimo due campi, sede di avvenimenti più importanti. C'è stato un consenso generale nel cercare spazi significativi su tutte le televisioni possibili, nazionali e regionali, dove proporre in maniera continuativa e spettacolare tutti i principali avvenimenti ippici settimanali. Solo così potrà essere trovato nuovo pubblico e nuovo interesse al mondo dei cavalli, con conseguente «ritorno» nelle scommesse e nella passione per il nostro sport.
* Presidente Federtrotto (Federazione italiana proprietari trotto)