Irak, gli americani: uccisi 16 insorti. Il generale Petraeus: ci aspettano giorni duri

Bagdad - Sedici "insorti" sono stati uccisi oggi a Baghdad e a Haditha, nella provincia di Al-Anbar, in scontri con reparti iracheni appoggiati dalle forze americane, stando a quanto ha annunciato il comando statunitense a Bagdad. Nelle stesse operazioni altri 10 miliziani soono stati catturati. Nella provincia di Al-Anbar sono intervenuti anche vari elicotteri americani.

Tre militari statunitensi invece sono stati uccisi in diversi attacchi della guerriglia irachena nelle ultime 48 ore: lo hanno reso noto fonti militari americane. Tutte le vittime sono decedute a a causa delle ferite riportate in operazioni di combattimento avvenute nei giorni scorsi, facendo salire così ad almeno 50 i morti militari statunitensi nel mese di gennaio.

Le operazioni militari vanno avanti a tutto campo, come annunciato da Bush e dalla rice. In particolare quelle contro i seguaci dell'Imam sciita iracheno Moqtada al-Sadr. Il comando Usa ha infatti reso noto che sono più di 600 i miliziani dell'Esercito del Mahdi arrestati nelle ultime settimane dai soldati americani in Iraq. Tra loro ci sono anche rappresentanti della corrente sadrista e membri del clero sciita vicini all'Imam radicale. «Le persone arrestate sono responsabili di attacchi contro le forze governative irachene - si legge nella nota - contro i cittadini e contro le forze dell'alleanza e le loro attività criminali hanno messo in pericolo la sicurezza del paese».

"Giorni duri" Quelli che attendono le truppe Usa in Irak saranno insomma "giorni duri". Lo ha detto il generale David Petraeus, designato da George W.Bush come nuovo comandante sul campo, davanti alla Commissione forze armate del Senato. «La strada che abbiamo davanti non sarà veloce nè facile".

Rapimenti Diciassette civili palestinesi sono stati sequestrati di primo mattino a Baghdad da ignoti individui armati, che li hanno prelevati a forza dalla loro abitazione, una casa affittata in città dall'Unhcr, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Lo ha reso noto dal quartier generale di Ginevra un portavoce dell'agenzia, Ron Redmond, il quale ha precisato che i rapitori indossavano uniformi somiglianti a quelle della polizia irachena. Frattanto è sparito dalla capitale anche un dipendente dell'ambasciata d'Egitto.

Esplosioni Tre esplosioni in altrettante zone di Bagdad hanno provocato almeno 5 morti e 13 feriti. E intanto almeno sei persone sono morte e altre nove sono rimaste ferite, alcune in modo molto grave, in seguito al lancio di diversi colpi di mortaio nel villaggio di Suwera, una cittadina a maggioranza sciita nella provincia di Kut, a una quarantina di km a Sud della capitale.